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Debito, crisi globali e giustizia economica, la società civile chiede più coraggio al FMI

Debito, crisi globali e giustizia economica, la società civile chiede più coraggio al FMI

Fonte immagine IMF and World Bank 2026 Annual Meetings in Bangkok

Ufficio Policy Focsiv – Ogni anno si tengono le riunioni annuali di Fondo Monetario Internazionale (FMI) e Banca Mondiale (BM) per fare il punto sulla situazione finanziaria mondiale e discutere politiche adeguate. Quest’anno si tengono a Bangkok, in Tailandia. Riprendiamo qui alcune note tratte da Debt, AI and High Fuel and Food Prices Dominate IMF, World Bank and G20 Meetings as World Leaders Arrive in Bangkok

Mentre a Bangkok si aprono le Riunioni annuali del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale, la comunità internazionale si confronta con una serie di crisi sempre più intrecciate: l’aumento del debito pubblico nei Paesi a basso reddito, l’instabilità dei prezzi alimentari ed energetici, le conseguenze sociali dell’intelligenza artificiale, le emergenze sanitarie e gli effetti devastanti della crisi climatica. Più di 18.000 rappresentanti di governi, istituzioni finanziarie, imprese e organizzazioni della società civile provenienti da 191 Paesi partecipano agli incontri in Thailandia.

Per le organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale e nella giustizia economica, i lavori di Bangkok rappresentano un passaggio cruciale. Le crisi che colpiscono oggi molte regioni del mondo non possono essere affrontate separatamente: povertà, debito, salute pubblica, cambiamento climatico e sviluppo sostenibile sono temi profondamente connessi.

Il debito continua a sottrarre risorse allo sviluppo

Tra le voci più attive in questi giorni vi è quella di Eric LeCompte, direttore esecutivo di Jubilee USA Network, che richiama l’attenzione sul deterioramento delle condizioni economiche globali e sul peso crescente del debito nei Paesi più vulnerabili. Secondo l’organizzazione, livelli di indebitamento sempre più elevati stanno limitando la capacità degli Stati di investire in servizi essenziali e di rispondere alle emergenze che colpiscono le proprie popolazioni.

Si tratta di una preoccupazione condivisa da molte organizzazioni della società civile internazionale, che da anni chiedono una riforma dell’architettura finanziaria globale affinché il servizio del debito non prevalga sulla tutela dei diritti fondamentali delle persone.

Ebola nella RDC: la richiesta di cancellare il debito per salvare vite

In questo contesto, Jubilee USA ha lanciato una campagna affinché il FMI attivi misure straordinarie a sostegno della Repubblica Democratica del Congo, colpita da una grave epidemia di Ebola che ha provocato oltre 4.200 vittime. L’organizzazione propone che il Fondo utilizzi i propri strumenti per concedere almeno 205 milioni di dollari sotto forma di cancellazione del debito e sostegno finanziario, consentendo al Paese di concentrare maggiori risorse sul rafforzamento del sistema sanitario e sul contenimento dell’epidemia.

Secondo quanto evidenziato, nei prossimi dodici mesi la RDC dovrebbe versare al FMI circa 205 milioni di dollari in pagamenti del debito. Risorse che potrebbero essere reindirizzate a favore della salute pubblica attraverso il Catastrophe Containment and Relief Trust (CCRT), già utilizzato durante la crisi dell’Ebola in Africa occidentale e successivamente durante la pandemia di Covid-19.

Per il mondo della cooperazione internazionale il caso congolese pone una questione fondamentale: può un Paese affrontare efficacemente un’emergenza sanitaria di questa portata mentre continua a destinare una parte significativa delle proprie risorse al rimborso del debito estero?

La crisi climatica entra nelle riunioni finanziarie globali

Anche il contesto in cui si svolgono gli incontri di Bangkok evidenzia l’urgenza della sfida climatica. Ampie aree della Thailandia sono ancora interessate da gravi alluvioni che colpiscono milioni di persone. Numerosi incontri internazionali degli ultimi anni sono stati accompagnati da eventi climatici estremi: dalle alluvioni e dai tifoni in Indonesia nel 2018 ai terremoti che hanno colpito il Marocco prima delle riunioni di FMI e BM del 2023 a Marrakech.

Per le organizzazioni della società civile, questi eventi confermano la necessità di creare strumenti finanziari più efficaci per sostenere i Paesi maggiormente esposti agli impatti climatici. Sempre più spesso, infatti, sono proprio le nazioni meno responsabili delle emissioni globali a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane, distruzione delle infrastrutture e rallentamento dello sviluppo.

Un’agenda di riforme per uno sviluppo più giusto

Le discussioni in corso a Bangkok mostrano come il dibattito sul finanziamento dello sviluppo non possa più limitarsi alla sola crescita economica. Le sfide del nostro tempo richiedono un approccio integrato secondo il concetto di sviluppo sostenibile che metta al centro la dignità delle persone, la sostenibilità ambientale e la riduzione delle disuguaglianze.

Per la cooperazione internazionale e per reti come FOCSIV, il confronto sul debito, sul finanziamento delle emergenze sanitarie e climatiche e sulla riforma delle istituzioni finanziarie internazionali rappresenta una questione di giustizia globale. Liberare risorse per la salute, l’istruzione, la protezione sociale e l’adattamento climatico significa rafforzare la capacità delle comunità più vulnerabili di costruire uno sviluppo umano integrale e sostenibile.

Le Riunioni annuali del FMI e della Banca Mondiale non riguardano soltanto la stabilità dei mercati. Riguardano soprattutto le scelte politiche che determineranno se le risorse finanziarie globali saranno utilizzate per garantire diritti, ridurre la povertà e affrontare le crisi del nostro tempo oppure continueranno ad alimentare squilibri che colpiscono in primo luogo le popolazioni più fragili.

IMF: crescita globale stabile, ma aumentano i rischi per i Paesi più vulnerabili

In questo contesto, il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato il nuovo World Economic Outlook e il Global Financial Stability Report, delineando uno scenario economico globale caratterizzato da una crescita moderata ma accompagnata da crescenti fattori di rischio.  Secondo il FMI, l’economia mondiale crescerà del 3,1% nel 2026 e del 3,4% nel 2027. Tuttavia, il Fondo stesso riconosce che il ritmo di crescita rimane debole rispetto agli standard storici e che le disuguaglianze di reddito sono destinate ad ampliarsi.

Particolare attenzione viene dedicata alle aspettative legate all’intelligenza artificiale. I rapporti evidenziano che una fiducia eccessiva nella capacità dell’IA di sostenere investimenti e mercati finanziari potrebbe trasformarsi in un elemento di instabilità qualora i risultati attesi non si concretizzassero.

Per i Paesi a basso e medio reddito, continuano inoltre a rappresentare una minaccia l’elevato livello di indebitamento, l’aumento dei tassi di interesse e la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici. Il Global Financial Stability Report segnala che il crescente costo del debito sovrano potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà finanziarie di molti governi, riducendo lo spazio fiscale disponibile per investimenti sociali e di sviluppo.

Per il mondo della cooperazione internazionale, queste analisi confermano la necessità di rafforzare i meccanismi di gestione del debito e di sostenere politiche economiche che mettano al centro la protezione delle persone più vulnerabili. In un contesto segnato da inflazione, insicurezza alimentare e fragilità finanziarie, il rischio è che siano proprio i Paesi più poveri a pagare il prezzo maggiore delle attuali tensioni economiche globali.