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Il governo italiano deve difendere la cooperazione nel bilancio europeo

Il governo italiano deve difendere la cooperazione nel bilancio europeo

Fonte immagine Conditional Ties: Migration, Leverage and the EU’s Global Europe Instrument   | ISPI

Ufficio Policy Focsiv – Concord Italia, di cui Focsiv è socio, ha inviato al Ministro Tajani, assieme alle reti di ONG AOI, CINI e Link2007, una lettera per chiedere che il governo italiano contrasti la richiesta dei Paesi europei “frugali” di tagliare la voce di bilancio Global Europe che sostiene la cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea.

Ecco la lettera:

Roma, 06 ottobre 2026

All’attenzione di

S.E. il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

On. Antonio Tajani

Piazzale della Farnesina, 1

00135 Roma

pc On. Edmondo Cirielli Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Oggetto:    Per un adeguato sostegno dell’Italia alla cooperazione internazionale nel Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034

Signor Ministro,  

in vista della riunione informale dei ministri responsabili della cooperazione allo sviluppo l’8 e 9 ottobre 2026 e nel contesto dell’avvio delle discussioni sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 e sul futuro dello strumento Europa Globale, desideriamo condividere alcune riflessioni che riteniamo particolarmente rilevanti per il futuro della cooperazione internazionale dell’Unione Europea. Tali considerazioni muovono dalla convinzione che l’UE debba continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel contrasto alla povertà e alle disuguaglianze globali, nella promozione dei diritti umani e nella risposta alle crisi umanitarie e climatiche.

Come CONCORD Italia, la piattaforma italiana di Concord Europe che si occupa di cooperazione allo sviluppo a livello europeo, e come reti di rappresentanza delle OSC Italiane impegnate nella cooperazione e aiuto umanitario AOI, CINI e LINK 2007, esprimiamo grande preoccupazione per il fatto che il  capitolo “Europa Globale” – destinato alla cooperazione allo sviluppo della Unione Europea, possa subire tagli sproporzionati nel quadro dei negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, come ipotizzato da varie fonti fino ad un possibile 40%.

E’ stato lo stesso Vice-presidente della Commissione DEVE, l’eurodeputato irlandese Barry ANDREWS, a denunciare il fatto che alcuni governi nazionali siano propensi a tagliare fino al 40% il capitolo di bilancio dell’UE destinato alla cooperazione internazionale, nell’ambito dell’azione esterna UE.

Sebbene comprendiamo che siano necessari dei compromessi per arrivare a un consenso sul nuovo QFP 2028-2034, il capitolo “Europa Globale” non può essere considerato come una linea di bilancio residuale.

E’ proprio il programma “Europa globale” a fornire all’UE i mezzi per investire in un mondo più stabile, resiliente e prospero, contribuendo a determinare le condizioni che le generazioni future erediteranno.

Investire nei paesi partner contribuisce a prevenire tensioni e guerre, ridurre le diseguaglianze e lottare contro la povertà e la fame, condizioni indispensabili per la giustizia sociale e quindi anche per creare stabilità economica nei paesi di intervento, formare forza lavoro qualificata, sostenere le catene di approvvigionamento resilienti e sviluppare le alleanze affidabili da cui l’Europa dipende. Una comunità globale più forte e più equa e giusta è nell’interesse di ogni cittadino europeo.

La proposta di uno strumento Europa Globale del valore di 200 miliardi di euro, comprensivo di 25 miliardi destinati all’assistenza umanitaria, rappresenta un passaggio cruciale per consentire all’Unione Europea di rispondere efficacemente alle molteplici sfide globali che caratterizzano l’attuale contesto internazionale.

L’evoluzione del contesto geopolitico e la crescente attenzione agli interessi economici e strategici europei pongono nuove sfide alla cooperazione internazionale. In tale scenario, riteniamo fondamentale che l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo continui a essere orientato prioritariamente alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze, alla promozione dei diritti umani e al sostegno delle popolazioni più vulnerabili.

Capiamo le motivazioni di un approccio che tenga conto anche degli interessi reciproci, tuttavia è importante che gli obiettivi di sviluppo e i risultati per le comunità partner rimangano un criterio centrale nella definizione delle priorità di finanziamento e programmazione dell’Unione Europea. Ciò contribuirà a preservare l’efficacia, la credibilità e il valore aggiunto della cooperazione europea nel lungo periodo.

Queste considerazioni sono particolarmente rilevanti per l’Italia e per l’attuazione del Piano Mattei per l’Africa. Il Piano Mattei si fonda infatti sulla cooperazione allo sviluppo, sulla mobilitazione di investimenti e sulla costruzione di partenariati non predatori di lungo periodo con i Paesi africani. La sua evoluzione è strettamente collegata alla collaborazione con l’Unione europea e con un Global Gateway equo e scevro da neocolonialismi.

In questo quadro, un ridimensionamento significativo del capitolo «Europa Globale» rischierebbe di entrare in contraddizione con l’ambizione stessa del Piano Mattei: da un lato si chiede all’Europa di rafforzare la propria presenza strategica in Africa, di sostenere partenariati, infrastrutture, istruzione, salute, energia, lavoro, formazione e sviluppo economico; dall’altro si ridurrebbero le risorse europee necessarie per trasformare tali ambizioni in programmi concreti e duraturi.

Per questo esortiamo con forza il Governo italiano a continuare ad impegnarsi con determinazione per preservare la dotazione finanziaria proposta dalla Commissione Europea per il capitolo «Europa globale» del QFP 2028-2034 , garantendo così all’Unione Europea  le risorse adeguate e necessarie  per continuare a svolgere un ruolo centrale nella promozione di un mondo più equo, stabile, resiliente e prospero.

Investire oggi nella cooperazione internazionale, nello sviluppo umano, nella resilienza delle comunità più vulnerabili, nelle opportunità per i giovani significa infatti contribuire a plasmare le condizioni che le generazioni future erediteranno.

Fiduciosi della considerazione che vorrete dare a queste nostre riflessioni e preoccupazioni, confidiamo che l’azione del Governo italiano sia orientata a farle valere in queste ultime cruciali fasi del negoziato sul QFP.

Siamo a disposizione per ulteriori approfondimenti e porgiamo cordiali saluti.

Nicola Morganti, presidente CONCORD Italia

Giovanni Lattanzi, presidente AOI

Luca De Fraia, presidente CINI

Sandro De Luca, presidente Link 2007

info@concorditalia.org

www.concorditalia.org