Ufficio Policy Focsiv – Focsiv partecipa all’incontro internazionale che si svolge in questi giorni a Roma sul disinvestimento dal settore minerario nei Paesi oggetto di accaparramento di terre a danno delle comunità locali e dei popoli indigeni.
La piattaforma per il disinvestimento dal settore minerario, sostenuta dalla rete Iglesias y Mineria, è uno spazio ampio e aperto in cui partecipano diverse persone e istituzioni accomunate da uno scopo comune. Non implica condividere credenze, religioni o ideologie politiche. Richiede semplicemente di concordare su obiettivi e metodi per raggiungere, in modo coordinato e congiunto, un traguardo ritenuto importante, urgente e necessario.
Per questo motivo, la Piattaforma per il Disinvestimento nell’Industria Mineraria è uno spazio plurale e diversificato in cui confluiamo perché riteniamo che non investire nell’industria mineraria e promuovere il disinvestimento in questo settore sia un segno di coerenza etica con la cura e la difesa della casa comune.
Sono invitate ad aderire e a fare propria questa Piattaforma le persone e le istituzioni che promuovono un’ecologia integrale e sono impegnate nella ricerca di vie d’uscita dalla profonda crisi socio-ambientale che oggi vive il pianeta, la stessa che colpisce principalmente le popolazioni ancestrali e i settori più vulnerabili delle nostre società.
La Piattaforma è un’iniziativa nata dallo sforzo coordinato di un insieme di diverse reti per la pace, i diritti umani e l’ecologia integrale, che invitano fraternamente le chiese, le entità religiose, accademiche e le organizzazioni sociali in generale del settore pubblico e privato a integrarsi in questo sforzo collettivo per il bene dell’umanità e dell’intero Creato.
Il non investimento nell’estrazione mineraria, così come il ritiro dei fondi dalle imprese o dai progetti minerari, è un modo concreto per di mettere in pratica la cura della casa comune. Un modo per esprimere la nostra tenerezza, il nostro affetto e la nostra gratitudine verso la sorella e madre terra.
Siamo entità con principi etici solidali con l’ambiente, l’umanità e tutte le forme di vita. Per questo motivo, la Piattaforma, oltre a promuovere il disinvestimento nel settore minerario, incoraggia anche azioni a favore delle comunità e dei loro territori, nonché il consolidamento di alternative economiche e sociali che si prendano cura delle popolazioni locali, dell’ambiente e di tutta la natura.
La protezione della Madre Terra, la cura dell’ambiente, il rispetto della casa comune non è una questione individuale, ma coinvolge l’intera umanità. Sono necessarie tutte le mani possibili per affrontare questa crisi multipla che colpisce l’economia, l’etica, la religione, la politica, l’istruzione e le culture. Aiutare a risolvere la crisi socio-ecologica è nelle mani di tutti: dei cittadini, delle entità pubbliche e private, dei governanti, dei leader sociali e religiosi. Per questo la Piattaforma per il Disinvestimento dall’Industria Mineraria invita tutti a raddoppiare gli sforzi per garantire un’ecologia integrale, i diritti umani, i diritti della natura e la giustizia socio-ambientale nel nostro pianeta.
Siamo chiamati dalle grida della Madre Terra e delle comunità che resistono e costruiscono alternative al modello estrattivista.
Siamo illuminati dai documenti sull’ecologia integrale della Chiesa cattolica e di altre confessioni religiose e comunità di fede.
Siamo incoraggiati dalle diverse azioni alternative che le comunità stesse promuovono alla ricerca del «Buen Vivir».
Ci ispirano le spiritualità dei popoli ancestrali, delle comunità che resistono e la spiritualità cristiana che, a partire da un’opzione preferenziale per i poveri, ci chiama anche a custodire e difendere tutto il creato.
Vogliamo costruire uno spazio intessuto con i fili della fede, del mondo accademico, dei territori, della resistenza e del rafforzamento dei processi sociali, per affrontare l’attuale modello estrattivista che ci sta uccidendo.
Sogniamo uno spazio di articolazione, dove lo sforzo collettivo sia il motore verso il disinvestimento in progetti minerari che seminano dolore e morte, impatti socio-ambientali, perdita di mezzi e modi di vita ancestrali.
Crediamo nella pace “disarmata e disarmante”, verso una necessaria trasformazione socio-ecologica che il pianeta chiede a gran voce.
Per questo chiediamo:
la promozione di un’economia integrata in un progetto politico, sociale, culturale e popolare che miri al bene comune. «Pensare a una partecipazione sociale, politica ed economica che includa i movimenti popolari e infonda alle strutture di governo locali, nazionali e internazionali quella forza morale che scaturisce dall’inclusione degli esclusi nella costruzione del destino comune» (FT 169)
di rivedere o creare codici e criteri di investimento etico e legami con le banche commerciali, perché è necessario assumersi la responsabilità di una conversione ecologica integrale, contro tutti coloro che finanziano e traggono profitto dalle morti causate dall’estrazione mineraria. Preparandosi anche a un processo di disinvestimento e di distacco da banche e investitori nel settore minerario.
Di promuovere la corresponsabilità negli investimenti etici che favoriscono la vita e le iniziative comunitarie, promuovere economie solidali basate sui valori del cooperativismo, per una conversione ecologica integrale che «rinunci all’estrattivismo predatorio che causa danni socio-ecologici e risponde alla logica dell’avidità, favorendo il paradigma tecnocratico e coloniale». (cfr. DfS 70 e LS 101)
Di rafforzare le alternative volte a promuovere un’economia che si distanzi dalla logica estrattivista. Essendo corresponsabili nella trasformazione del modello economico delle disuguaglianze. «Mettendo la dignità umana al centro del mercato finanziario, costruendo pilastri di preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno sociale e la pace interiore» (cfr. LS 10)
Qui la presentazione della piattaforma e dei suoi impegni



