Fonte immagine Support to Tunisia’s border control and management of migration flows | OECD
Ufficio Policy Focsiv – Come evidenziato più volte l’aiuto pubblico allo sviluppo (official development aid – ODA) è sempre più piegato per il controllo delle migrazioni. Il documento Oxfam ODA FOR DEVELOPMENT, NOT MIGRATION CONTROL qui scaricabile mette in guardia contro la tendenza dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri a deviare gli aiuti allo sviluppo (ODA) dal loro scopo originario di lotta alla povertà e promozione dei diritti umani, per utilizzarli invece come strumenti di controllo migratorio.
A tal proposito si formulano quattro raccomandazioni principali:
- Mantenere il focus dell’ODA su sviluppo e diritti umani: l‘ODA deve restare orientato alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze. Tuttavia, l’UE ha destinato fondi ODA a politiche di controllo delle migrazioni, come il rafforzamento delle frontiere e il rimpatrio dei migranti, con conseguenze negative documentate (es. sostegno alla guardia costiera libica coinvolta in abusi dei diritti umani, rischi di finanziamento a milizie in Sudan, impatti negativi sulle comunità in Niger).
- Garantire che le attività ODA legate alla migrazione siano conformi ai criteri OCSE: la cooperazione su migrazione e mobilità può essere legittima se rispetta gli impegni di efficacia dello sviluppo. Una parte significativa dei fondi UE per la migrazione non rispetta i criteri OCSE, mascherando il controllo migratorio come assistenza allo sviluppo (es. progetti in Niger con obiettivi dubbi rispetto ai criteri ODA).
- Usare l’ODA per rafforzare relazioni eque con i paesi partner: l’ODA non dovrebbe essere usato come leva per ottenere concessioni sui rimpatri o sul controllo migratorio, poiché ciò danneggia le relazioni diplomatiche e la fiducia con i paesi partner. La pressione europea ha causato tensioni con i paesi africani e ritardi nell’adozione di leggi a tutela dei rifugiati.
- Non sospendere l’ODA come strumento di pressione politica: la sospensione degli aiuti per motivi politici, in particolare legati alla migrazione, ha effetti dannosi sia a breve che a lungo termine sulle popolazioni vulnerabili. Tagli improvvisi agli aiuti hanno già causato gravi conseguenze (es. aumento della mortalità per colera nella RDC, chiusura di cliniche in Malawi, milioni di morti previsti a causa di tagli globali agli aiuti).
Dunque siraccomanda che l’ODA resti uno strumento per lo sviluppo sostenibile e la tutela dei diritti umani, senza essere subordinato a obiettivi di controllo migratorio o usato come leva politica.








