Federazione degli organismi di volontariato
internazionale di ispirazione cristiana

MIGRAZIONI FORZATE, IL DIRETTORE DI AVVENIRE RISPONDE ALLA FOCSIV

MIGRAZIONI FORZATE, IL DIRETTORE DI AVVENIRE RISPONDE ALLA FOCSIV

Sabato 17 maggio in seconda pagina sul quotidiano Avvenire il direttore Marco Tarquinio risponde alla lettera del Presidente Focsiv Gianfranco Cattai: Migrazioni forzate, il Papa ci mette davanti al cuore dei problemi e alla soluzione.

?
“Voglio dire grazie a Papa Francesco per le sue parole, anche a nome dei tanti volontari internazionali che quotidianamente, per esempio nei villaggi del Sahel, assistono impotenti al nascere di progetti migratori senza poter aiutare la comunità locale a creare, lì, nella loro terra, soluzioni di speranza. (…) Dibattere solo sul rafforzamento di Frontex è eludere il problema: l’emergenza c’è, ma oltre agestirla va finalmente considerato che migrazione (almeno quella dovuta a fattori economici) e cooperazione, sono due facce della stessa medaglia” scrive Cattai.

Le parole di Francesco a cui il Presidente Focsiv si riferisce sono quelle a un gruppo di ambasciatori provenienti da ogni continente pronunciate due giorni prima, il 15 maggio.

“Credo che quel grazie accomuni tutti coloro che operano nel gran campo del mondo da costruttori del tempo di pace e giustizia che deve venire, e che verrà” rispondeTarquinio sottolineando come “verissima è la conclusione di questa lettera: senza una vasta e forte cooperazione internazionale allo sviluppo integrale delle persone e dei popoli non si potrà spezzare la violenta spirale che induce milioni e milioni di persone alla migrazione per fame e/o alla fuga per guerra e persecuzione. Non si porrà, cioè, fine all’autodeportazione di se stessi e della propria speranza che troppi esseri umani sono costretti a compiere”.

 

La parola del Papa, conclude poi il direttore di Avvenire “ci conferma che è proprio questo il momento di vedere, di ascoltare, di agire, di crederci, di guadagnarci davvero un altro mondo. E noi sappiamo che tutto questo ci riguarda: è qui, in Italia e in Europa, che dobbiamo saperlo fare”.