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Proteggere i diritti dei bambini nelle operazioni transnazionali delle imprese

Proteggere i diritti dei bambini nelle operazioni transnazionali delle imprese

Fonte immagine © UNICEF/UNI3155/Pirozzi in Children’s rights and business | unicef.ch

Ufficio Policy Focsiv – Nell’ambito della sessione del Trattato ONU su Imprese e Diritti Umani (Ci vuole una partecipazione effetiva per lo strumeno legalmente vincolante sulle multinazionali – Focsiv ) è stato organizzato un side event da DKA Austria (membro di CIDSE di cui anche Focsiv fa parte) in collaborazione con partner brasiliani, le Cliniche per i Diritti Umani di UFMG e PUCPR, e ECPAT International, nel quale è stato presentato un Policy Brief sulla necessità di proteggere i diritti dei bambini nelle operazioni transnazionali delle imprese: scaricabile inEN-Tidying-up-the-Legally-Binding-Instrument_Policy-Brief-Summary_CdH-UFMG-DKA_2026.pdf

Il documento propone modifiche mirate al Legally Binding Instrument (LBI) in discussione sulle imprese e i diritti umani, con l’intento di rafforzare la protezione dei diritti dei bambini nelle attività economiche transnazionali. Non mira a riscrivere il trattato, ma a “ripulirlo” concettualmente e terminologicamente per renderlo più coerente e child‑centered.

Innanzitutto si chiede una chiarezza terminologica, operando una distinzione tra: violazioni dei diritti umani la cui responsabilità è dello Stato, e abusi dei diritti umani risultanti da condotta dannosa di imprese o attori non statali.

L’uso di adverse human rights impacts per riferirsi a effetti negativi (attuali o potenziali) senza anticipare la responsabilità, deve distinguere tra age-responsive con un approccio per più fasce d’età, e child-sensitive / child-friendly per misure specifiche per bambini, che devono restare esplicite.

Si propone di integrareil Preambolo del Trattato con: il diritto del bambino a essere ascoltato, il riconoscimento dei bambini come titolari autonomi di diritti, il riferimento ai principi della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (CRC).

Questi elementi dovrebbero guidare l’interpretazione dell’intero LBI, soprattutto su due principi cardine: il best interest of the child e il  right to be heard.

Altre definizioni più forti sono richieste per includere atti e omissioni delle imprese; definire “vittima” in modo ampio: persone direttamente o indirettamente colpite, inclusi familiari e caregiver; descrivere le attività d’impresa lungo tutta la catena del valore, comprese le fasi finali (rifiuti, riciclo, riparazione); definire “rimedio” in modo child‑sensitive e disability‑inclusive, capace di affrontare effetti immediati, di lungo periodo e intergenerazionali.

La prevenzione e la due diligence. La prevenzione deve restare il principio organizzatore del LBI. Gli Stati devono adottare misure legislative che rendano la due diligence obbligatoria e applicabile all’intera catena del valore. Sono necessarie child rights impact assessments, perché le valutazioni generali spesso non rilevano rischi specifici per i bambini (sviluppo, dipendenza, scuola, famiglia). Le consultazioni: devono essere informate, sicure, accessibili e comprensibili ai bambini. In caso di rischio imminente o irreversibile, le misure preventive non devono dipendere da procedimenti lunghi.

L’accesso alla giustizia e la protezione delle vittime devono prevedere meccanismi giudiziari e non giudiziari che devono essere child-friendly; la protezione della privacy e dell’identità dei minori; l’accesso a informazioni e assistenza legale. Salvaguardie contro violenza, minacce, discriminazione, sfruttamento sessuale, anche online.  Indagini: devono essere rapide, efficaci, trasparenti e imparziali; ritardi legati all’età o condizioni psicologiche non devono ostacolare il rimedio.

La vulnerabilità e marginalizzazione sono concetti da mantenere nel Trattato: la vulnerabilità intesa come maggiore esposizione al danno; e la marginalizzazione come svantaggio strutturale.

Le barriere al rimedio devono essere rimosse, non solo ridotte; e i rimedi devono essere adeguati, tempestivi, efficaci, comprendendo compensazione, riabilitazione, garanzie di non ripetizione e ripristino ambientale.

Responsabilità, giurisdizione e prescrizione. La responsabilità per le persone fisiche e giuridiche devono essere individuate senza che strutture societarie complesse possano eludere l’accountability. La giurisdizione deve facilitare procedimenti civili e penali connessi al caso; evitare forum non conveniens; includere forum necessitatis. La prescrizione deve considerare malattie latenti, consapevolezza ritardata, dipendenza, trauma, raggiungimento della maggiore età, danni intergenerazionali. La sospensione dei termini può esservi quando non esiste un rimedio effettivo.

La cooperazione internazionale, monitoraggio e implementazione. La cooperazione pratica in casi transnazionali consiste in raccolta prove, enforcement, accesso alle informazioni, risposta a danni ambientali e climatici. Le comunicazioni devono avvenire in forme child-friendly. Devono essere contemplati la non‑regressione e la coerenza con standard più elevati (inclusi CRC e protocolli opzionali).

Il comitato di monitoraggio deve garantire partecipazione sicura e continua dei bambini; produrre versioni child-friendly dei rapporti; prevedere una procedura di comunicazione individuale. L’implementazione deve includere lavoro minorile, uso di bambini nei conflitti, rischi per sicurezza, sviluppo e dignità; integrare dimensioni ambientali e climatiche.

Infine riguardo gli emendamenti e  le riserve: le procedure di emendamento devono prevedere la partecipazione significativa di società civile, comunità colpite e bambini; e le riserve non devono indebolire il regime con una valutazione della compatibilità con oggetto e scopo del LBI tramite un meccanismo istituzionale.

Il paper propone un “clean‑up” mirato che rafforza la coerenza, la precisione e la capacità protettiva del LBI, con particolare attenzione ai bambini. Le modifiche suggerite formano un pacchetto integrato che collega: definizioni → due diligence → accesso al rimedio → responsabilità → cooperazione → monitoraggio → adattabilità futura.

L’obiettivo è un trattato più chiaro, coerente e capace di proteggere bambini e altre persone colpite da impatti immediati, cumulativi e intergenerazionali delle attività economiche.