Fonte immagine Un appello morale all’azione alla Conferenza di Santa Marta – CIDSE
Verso la Conferenza di Santa Marta
Ufficio Policy Focsiv – CIDSE, l’alleanza delle organizzazioni cattoliche per la giustizia sociale e climatica, di cui Focsiv fa parte, ha rilasciato una storica dichiarazione congiunta in cui esorta i governi di tutto il mondo ad andare oltre le promesse e a passare dalle parole ai fatti in materia di cambiamenti climatici, in vista della Conferenza di Santa Marta che si terrà in Colombia dal 24 al 29 aprile 2026.
Oltre 30 organizzazioni cattoliche e leader religiosi hanno sottoscritto la dichiarazione di CIDSE, esortando i governi di tutto il mondo ad andare oltre le promesse e a intraprendere azioni concrete contro il cambiamento climatico.
La 1st Conferenza sulla transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili (28-29 aprile 2026) Di fronte alla pluricrisi planetaria, organizzazioni cattoliche e leader religiosi di tutto il mondo si uniscono in una potente dichiarazione congiunta: la crisi climatica non è solo un’emergenza ambientale, ma anche morale.
Organizzata da CIDSE, la dichiarazione invita i governi ad eliminare gradualmente i combustibili fossili, a proteggere i più vulnerabili e a fornire i finanziamenti per il clima di cui il Sud del mondo ha urgente bisogno. Radicata nella dottrina sociale cattolica e nella visione di un’ecologia integrale, la dichiarazione è un messaggio chiaro proveniente dalla comunità di fede: È finito il tempo delle promesse. È ora di agire.
Dalle parole all’azione
Al centro della dichiarazione c’è la richiesta che I governi traducano gli impegni nazionali in politiche concrete. Il primo Bilancio Globale sugli impegni di mitigazione ha confermato un pericoloso divario tra quanto le nazioni hanno promesso nei loro Contributi Nazionali Determinati e quanto effettivamente hanno realizzato. Con le temperature globali che superano già 1.5°C, gli attori cattolici definiscono questa situazione un’emergenza morale che richiede una risposta urgente, giusta e incentrata sulle persone.
La dichiarazione accoglie con favore le tre tabelle di marcia presidenziali della COP30 – sulla transizione verso fonti energetiche alternative ai combustibili fossili, sull’arresto della deforestazione e sull’incremento dei finanziamenti per il clima – e chiede che queste vengano attuate ponendo al centro l’equità, i diritti umani e le esigenze dei più vulnerabili.
Cosa significa davvero una transizione giusta per tutti?
La voce della comunità cattolica è chiara: la transizione energetica non deve riprodurre le ingiustizie dell’era dei combustibili fossili. Deve garantire l’accesso all’energia a chi ne è privo, proteggere le popolazioni indigene e le comunità locali e assicurare che le nazioni più ricche si assumano la loro giusta quota di responsabilità, anche attraverso un finanziamento concreto per il clima che non aggravi il debito del Sud del mondo.



