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    I punti chiave della tavola rotonda sui minerali dei conflitti

    Il 14 Marzo a Bruxelles ti è tenuta la tavola rotonda “Regolamento europeo sui minerali dei conflitti: un passo verso una maggiore moralità delle filiere produttive globali?” organizzato da CIDSE, alleanza internazionale delle organizzazioni cattoliche per lo sviluppo di cui FOCSIV è parte,  assieme ad altre organizzazioni. L’incontro ha visto la partecipazione di soggetti autorevoli appartenenti al mondo della società civile, ecclesiale, politico,  e imprenditoriale.

    Abate Léonard Santedi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, ha condiviso la propria esperienza sui minerali dei conflitti vissuta in prima persona, testimoniando che le aziende che commerciano i minerali possono essere complici di abusi di vario tipo, compresi lo stupro e la morte di persone. In questo contesto, un regolamento volontario non sarebbe sufficiente a migliorare la situazione delle popolazioni che vivono in prossimità di aree estrattive. Uno studio condotto dalla Commissione sulle risorse naturali ha mostrato che il Dodd Frank Act degli Stati Uniti ha stimolato cambiamenti concreti sul campo da parte degli attori economici di tutte le nazionalità verso un approvvigionamento responsabile dei minerali, smentendo le tesi secondo cui questa legge è stata fonte d’impatti negativi. Santedi ha ricordato quale è la concreta e morale posta in gioco del regolamento. “Vengo qui portando il grido di sofferenza dalla mia gente, ma anche un grido di speranza. In Congo abbiamo un proverbio che dice: Un solo dito non può sbucciare una banana.  “Ripulire” il commercio dei minerali deve essere una lotta comune di tutti: imprese, governi e società civile.  In linea con i propri valori e con il rispetto della dignità umana, l’Unione europea ha un dovere di responsabilità e di solidarietà. In caso contrario, vale la legge della giungla .

    Jan Tytgat, Direttore Affari Governativi UE per il Benelux presso Umicore, ha presentato le politiche di gestione del rischio di Umicore consistenti nella piena conoscenza del prodotto, del fornitore e della transazione. A seconda del rischio, la due diligence viene incrementata e controllata secondo gli standard dell’OCSE. Questo è un processo che è stato via via indotto dalla pressione dei consumatori nel settore della gioielleria e dell’elettronica; anche i grandi produttori di automobili si stanno muovendo circa il controllo sulla provenienza dei minerali, anche in assenza di un quadro giuridico ben definito.  “Una proposta che non fa riferimento agli attori a valle non può garantire ai clienti che i telefoni non contengano oro sporco di sangue.  Ogni settimana riceviamo domande dai consumatori a valle sulla natura conflict free dei nostri minerali. C’è una grande pressione da parte dei consumatori finali per la nostra attenzione alla due diligence “.

    Frederic Triest, vice direttore di EURAC, ha ricordato che secondo i dati della Commissione Europea solo il 4% delle aziende oggetto del regolamento darebbero attuazione alle norme dell’OCSE con un regime volontario. Per di più circa il 50% delle piccole e medie imprese che hanno risposto alla consultazione della Commissione era a favore di una normativa vincolante. Mentre la Commissione Europea ha compiuto un piccolo passo verso un regolamento vincolante in seguito al voto del Parlamento europeo, un regolamento che non consideri tutte le imprese che immettono i minerali sul mercato dell’UE non sarebbe efficace. “Umicore e altre aziende possono essere leader in termini di buone pratiche ma se gli Stati membri non concordano su forti misure obbligatorie, le altre imprese disonorevoli continueranno ad operare in acque torbide.”

    L’europarlamentare Elmar Brok, Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo, ha ricordato che,  per l’Unione Europea, fermare i minerali dei conflitti  è importante anche per garantire pace e sicurezza domestica. Brok si preoccupa delle piccole e medie imprese a valle, la loro capacità di sostenere gli obblighi di due diligence e la fattibilità del controllo fino alle miniere. E’ a favore di un regolamento vincolante con portata limitata che possa trovare un giusto consenso politico di successo, cercando di introdurre i meccanismi del regolamento e poi eventualmente estendere il campo di applicazione anche altri minerali. “Un accordo vincolante con portata limitata non è un approccio morale completo, ma può essere una soluzione. Sono stato in giro abbastanza a lungo nel mondo degli affari e  visto troppe “Volkswagen” per non sapere che il valore del controllo interno alle imprese è pari a zero”.

    Tra i rappresentanti del settore privato che hanno partecipato all’incontro, le opinioni avanzate si sono concentrate su aspetti differenti, esprimendo preoccupazioni per la competitività e la fattibilità dell’ applicazione della legge ma anche sull’impatto del regolamento sui produttori e consumatori a valle. Infine, ha preso la parola un rappresentante dei lavoratori il quale,  ricordando che le persone più vulnerabili nella filiera produttiva in considerazione sono i minatori, ha chiesto una maggiore solidarietà nelle regole del commercio globale.