• minerali-15-febbraio

    OCCORRE MIGLIORARE L’ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO EUROPEO SUI MINERALI DEI CONFLITTI

    In diversi paesi del mondo, vedi ad esempio il Congo, la produzione di minerali è controllata e sfruttata da milizie armate e governi corrotti, a cui grandi imprese si prestano, commerciando poi prodotti che vengono venduti in tutto il mondo. I nostri cellulari, e molte altre tecnologie che utilizziamo tutti i giorni, contengono minerali insanguinati perché provengono da questi paesi: uomini, donne e bambini sono sfruttati mentre parte dei profitti vanno ai signori della guerra. Tutto ciò non deve accadere.

    Con l’adozione del Regolamento europeo per l’approvvigionamento responsabile di stagno, tantalio, tungsteno e oro (3TG) da zone colpite da conflitti e ad alto rischio (“il regolamento”), l’Unione europea  ha compiuto un passo importante verso l’interruzione dei legami tra produzione mineraria, commercio e violazioni dei diritti umani, conflitti e corruzione.

    Il regolamento risponde alla necessità di porre delle regole restrittive per le imprese da seguire lungo tutta la filiera logistico-produttiva, imponendo l’obbligo di dovuta diligenza (la condotta responsabile di una impresa nei confronti dei diritti dell’uomo e dell’ambiente) agli importatori europei di minerali 3TG e metalli provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio in tutto il mondo.

    FOCSIV, da tempo impegnata nelle attività di advocacy per l’adozione del regolamento, congiuntamente con la rete europea di organizzazioni che si occupano del tema (EURAC e altre ONG), ha redatto la nota politica che fornisce una valutazione critica dello stato di attuazione del regolamento.

    Di seguito le raccomandazioni dirette alla Commissione e agli Stati Membri affinché adempiano debitamente agli obblighi previsti da questo.

    Raccomandazioni agli Stati membri 

    Gli Stati membri dovrebbero garantire che le agenzie doganali mettano l’elenco degli importatori nazionali a disposizione delle autorità competenti.  

    Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero rendere pubblico l’elenco degli importatori nazionali.

    È opportuno adottare misure adeguate per sanzionare il mancato rispetto, da parte degli importatori nazionali, degli obblighi di dovuta diligenza previsti dal regolamento.

    Raccomandazioni alla Commissione

    La Commissione dovrebbe basare la valutazione dei meccanismi di dovuta diligenza non solo sul rispetto delle politiche e norme comunitarie, ma anche sulla loro effettiva attuazione, oppure chiarire che non è stata effettuata una valutazione dell’attuazione.

    La Commissione dovrebbe rispettare il proprio impegno e fare del rispetto della Due Diligence Guidance dell’OCSE una condizione per i suoi contratti di appalto pubblico.

    La Commissione dovrebbe fornire agli Stati membri orientamenti in merito all’elaborazione di adeguate politiche nazionali in materia di appalti pubblici.

     

    Scarica qui il testo completo della policy note

     

     

  • cidse minerals

    Conflict Minerals: termina l’iter legislativo ma non il nostro impegno!

    Son passati circa 3 anni dalla proposta della Commissione Europea per un regolamento che ostacolasse il commercio dei minerali insanguinati. FOCSIV, con CIDSE e altri partner europei, ha seguito sin dall’inizio questo importante processo legislativo, mettendo in luce gli aspetti positivi e le lacune di una normativa che, ambiziosa negli obiettivi, può essere realmente efficace solo con elementi di obbligatorietà e trasparenza. Nel documento “Finalmente il nuovo regolamento europeo sui minerali dei conflitti” riportiamo le attività, gli strumenti e i risultati della campagna sui Conflict minerals che ha visto la Federazione impegnata in prima linea nella promozione della giustizia sociale per tutti gli uomini e donne del pianeta.

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  • minerali 15 febbraio

    Accordo UE sui minerali dei conflitti: responsabilità limitata e regolamento inefficace

    Venerdì 17 giugno, 2016

          Comunicato Stampa FOCSIV – CIDSE

    L’ACCORDO DELL’ UNIONE EUROPEA SUI MINERALI DEI CONFLITTI:

     UNA RESPONSABILITÀ LIMITATA PER UN REGOLAMENTO INEFFICACE

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  • cidse minerals

    Minerali dei conflitti, ultimi negoziati: l’UE non sia ipocrita

    Le negoziazioni sul regolamento europeo relativo ai conflict minerals sono giunte alla fase finale: un ulteriore richiamo alla responsabilità per i leader europei arriva da Oscar Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa, Honduras e coordinatore del Consiglio dei cardinali consulenti di Papa Francesco.

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  • conflict_minerals_news

    Lettera aperta al Consiglio Europeo sui conflict minerals

    La fase negoziale legislativa in sede europea è arrivata ad un punto di snodo: il Parlamento Europeo ha proposto al Consiglio un compromesso che prevede un approccio vincolante per le sole imprese di grandi entità portatrici di grandi interessi e con più di 500 dipendenti. Si tratta di una proposta debole, ma le posizioni degli Stati Membri del Consiglio sembrano ignorare anche questo compromesso al ribasso tendendo ad escludere le imprese da ogni tipo di normativa vincolante. Per questo motivo, assieme a CIDSE e altre organizzazioni della società civile, FOCSIV ha deciso di inviare una lettera aperta al Presidente olandese del Consiglio Europeo ed agli Stati membri chiedendo non solo di ascoltare il Parlamento europeo, ma di includere nell’ambito del regolamento altre imprese, con l’obiettivo di creare un sistema di dovuta diligenza efficace che spinga gli attori economici lungo tutta la filiera produttiva ad individuare e mitigare il rischio di alimentare conflitti e violazioni dei diritti umani.

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  • MEME ITA 3 per news

    Minerali dei conflitti: l’Unione europea fa marcia indietro?

    Una nuova video intervista spiega perché la posizione attuale degli Stati membri nel Trilogo non è sufficientemente ambiziosa per ottenere un cambiamento concreto

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  • foto financial Times

    Le richieste di FOCSIV e CIDSE sui minerali dei conflitti oggi sul Financial Times.

    Nell’ambito della campagna sui minerali dei conflitti, in cui FOCSIV è impegnata insieme a CIDSE ed altre organizzazioni, viene pubblicata oggi sul Financial Times l’inserzione per chiedere ai leader europei una regolamentazione obbligatoria su tutta la filiera produttiva dei minerali dei conflitti.

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  • panama papers ok

    I PANAMA PAPERS RIVELANO LE STRADE SEGRETE DEL TRAFFICO DELL’ORO DALLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

    Lo scandalo “Panama Papers” arriva fino in Repubblica Democratica del  Congo e ci svela come gli attori della filiera dell’estrazione e della lavorazione dei minerali aggirino le regole di tracciabilità. Motivo questo che rafforza la necessità che il nuovo regolamento europeo sui minerali dei conflitti, ora in discussione, non sia indebolito ma anzi rafforzato nella sua obbligatorietà e capacità di monitorare la catena di valore.

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  • Mining site of Fungamwaka near Numbi in South Kivu /DRC. The mine contains Coltan, Casseterite and Tourmaline

    #CONFLICTMINERALS – Solo un regolamento vincolante può fermare la violenza sulle donne nelle miniere

    Si è tenuta ieri la nuova riunione del Trilogo dell’Unione Europea per discutere il nuovo regolamento che traccia la provenienza dei minerali provenienti da aree di conflitto.

    Thérèse Mema Mapenzi, della Commissione Giustizia e Pace della Repubblica Democratica del Congo (RDC), denuncia nell’articolo che riportiamo, la violenza a cui sono sottoposte quotidianamente le donne nella RDC a causa dell’estrazione non regolata dei minerali e dello sfruttamento da parte di bande armate che tengono in schiavitù la popolazione.

    In calce all’articolo un video reportage sulle condizioni di uomini e donne che vivono nelle zone minerarie del Congo con interviste a Gianni Pittella, Maria Arena e Denis Mukwege, Premio Sakharov 2014.

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  • minerali 15 febbraio

    FOCSIV sostiene con CIDSE la richiesta di chiarezza e trasparenza sull’assassinio dell’attivista Rhabede

    CIDSE, alleanza internazionale delle agenzie di sviluppo cattoliche di cui FOCSIV è parte, nel corso degli anni ha sostenuto diverse iniziative di sviluppo in Sudafrica, con priorità attribuita a progetti relativi allo sviluppo rurale sostenibile e alla promozione dei diritti umani.

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