“Sono Rossano, sono un obiettore di coscienza, bentornati dopo questo anno intenso!” così Rossano Salvatore, vice presidente CNESC, ha aperto il seminario “Corpi Civili di Pace: la PACE si fa così!” realizzato ieri a Roma presso il Roma Scout Center, di fronte a una cinquantina di volontari e volontarie, ripercorrendo velocemente le tappe storiche hanno portato in Italia all’avvio della sperimentazione dei CCP. L’apertura ha dato il via al susseguirsi degli interventi che hanno arricchito il seminario di punti di vista interessanti e diversificati, dal punto di vista istituzionale, dal punto di vista degli Enti coinvolti nella sperimentazione dei Corpi Civili di Pace e infine dal punto di vista dei volontari e delle volontarie dei CCP che hanno collegato lo sforzo per la pace ad esperienze concrete.
“Inutile che io vi dica quanto sia attuale l’esperienza CCP nel quadro attuale di conflitto nel mondo” ha dichiarato Luca Fratini, Coordinatore per le Agende Donne Pace e Sicurezza e Giovani Pace e Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri “Gli strumenti della diplomazia in un quadro tanto complesso non sono sufficienti e i Corpi Civili di Pace vi si inseriscono come una esperienza innovativa che promuove una pace umana, co-creata dal basso, che si focalizza sulla vita delle comunità locali. Voi CCP” continua Fratini “siete uno strumento vivo di rafforzamento della coesione sociale, costruite fiducia, operate in prossimità. Il vostro apporto è fondamentale”.
Primo Di Blasio, Responsabile CCP Focsiv ha presentato brevemente i dati salienti del monitoraggio di fine servizio CCP, sottolineando l’ampia maggioranza di donne coinvolte (sempre più protagoniste di esperienze di costruzione della pace) e condividendo che una ampia maggioranza dei volontari e volontarie valutano positivamente o molto soddisfacente l’esperienza vissuta quest’anno. Un altro dato condiviso ha permesso di analizzare le varie tipologie di conflitto che hanno visto coinvolti/e i volontari e le volontarie CCP e una sintesi degli ambiti di impiego sviluppati ha mostrato una prevalenza delle attività in Difesa dei Diritti Umani in senso ampio.
Per Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca dell’università di Padova “L’impollinazione tra mondo Universitario, Società Civile ed Enti è reciproca ed è anche grazie a questa stretta collaborazione e contaminazione che esiste questa esperienza. I Corpi Civili di Pace si oppongono al concetto di guerra necessaria e inevitabile. Userò il “Noi” per definire voi CCP e noi che operiamo per la stessa pace che è verbo, più che sostantivo. Là dove i governi fanno le guerre, noi difendiamo la dignità dei diritti umani, noi vogliamo aumentare il nostro protagonismo in questi processi, noi chiediamo l’istituzione di un Ministero della pace, noi scegliamo la legge internazionale e difendiamo lo stato di diritto, noi vogliamo investire nell’educazione per la pace e una comunicazione nonviolenta, noi difendiamo la corte penale internazionale. Per questi obiettivi e con questa convinzione vi sollecito a dare continuità all’impegno di questo anno come CCP: è un fattore fondamentale e il vostro profilo che unisce la teoria e la pratica può davvero essere un valore aggiunto.”
La chiamata a ricoprire un ruolo da protagonisti nelle istituzioni anche internazionali riverbera anche nell’intervento di Luisa del Turco, esperta e formatrice su Donne, Pace e Sicurezza, la quale ricorda quanto l’esperienza italiana dei CCP sia unica proprio per il protagonismo di giovani peace builders: “La sperimentazione CCP ci ha portato a lavorare a stretto contatto ed è stata una esperienza che non solo aveva la pace come obiettivo, ma che ce l’ha fatta sperimentare come processo, come modalità di lavoro.”
Gloria Volpe, ex CCP e Presidente di Azione Comune di Pace, ha condiviso il suo punto di vista sfaccettato su questa esperienza: “Ho visto i CCP da diversi punti di vista: come volontaria, come ente di invio ed oggi dal punto di vista scientifico nel mio ruolo di ricercatrice. Da tutti questi punti di vista si conferma come una esperienza estremamente formativa, che può fare frutti soprattutto a partire dalla condivisione e dalla collaborazione tra CCP, anche dopo l’esperienza diretta sul terreno.” Da qui l’invito a rimanere in rete.
È stato condiviso il videomessaggio di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, in cui questi dichiara l’importanza della sperimentazione CCP, conferma la disponibilità al confronto e l’impegno istituzionale per consolidarne le attività e dare una continuità all’ esperienza dei Corpi Civili di Pace.
Gli interventi dei volontari e volontarie CCP per ciascun Ente Cnesc coinvolto hanno permesso di riportare ad esperienze concrete le indicazioni valoriali precedentemente condivise. Ciascun gruppo ha sottolineato sfumature specifiche dell’esperienze (dal conflitto ambientale, al sostegno alle persone migranti, alla difesa e promozione dei diritti umani, ad una pace costruita nella quotidianità senza necessariamente gesti eroici) sottolineato limiti e potenzialità dell’esperienza stessa.
In chiusura, Laura Milani, Presidente CNESC, citando alcuni degli interventi di volontari e volontarie, ha dichiarato che i Corpi Civili di Pace non sono più una sperimentazione ma una necessità impellente, un vero antidoto alla violenza. “Voi Corpi Civili di Pace siete credibili perché avete creato con le comunità una relazione di fiducia che è la base per costruire insieme. Vi siete immersi in realtà complesse, il vostro “lottare” per la pace si traduce resistenza nonviolenta. Noi Enti vorremmo che i CCP fossero riconosciuti ufficialmente, permettendo una immersione sempre maggiore nel conflitto e le sue dinamiche e lavorando per un paradigma di sicurezza diverso. Se non riusciamo ancora, come società civile e Istituzioni, a concepire il ruolo dei civili nei conflitti, soprattutto se giovani, è su questa prospettiva che continueremo a lavorare insieme.”
Un seminario ricco di stimoli di riflessione, di spunti per gli Enti e di esortazioni ai volontari e alle volontarie CCP a proseguire nel loro impegno per la pace.



