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Un piano per l’uguaglianza e la prosperità entro i limiti del pianeta

Un piano per l’uguaglianza e la prosperità entro i limiti del pianeta

Ufficio Policy Focsiv – Contribuiamo a divulgare questo importante lavoro del Global Justice Project: il Rapporto sulla giustizia globale che cerca di delineare una nuova visione per il progresso globale nel XXI secolo: fondare lo sviluppo umano e l’uguaglianza sull’abitabilità del pianeta. (Global Justice Project). Il rapporto esplora le condizioni alle quali il mondo potrebbe muoversi verso questo orizzonte e traccia un percorso di transizione economicamente ed ecologicamente coerente dal 2026 al 2100.

La sua conclusione principale è semplice: è possibile conciliare l’abitabilità del pianeta e un elevato benessere per tutti, ma solo se la trasformazione si basa contemporaneamente su tre pilastri.

  1. È necessaria una rapida decarbonizzazione dei sistemi energetici.
  2. Ma abbiamo anche bisogno di un grande cambiamento verso la sufficienza – intesa come una forte riduzione delle ore di lavoro e dell’impronta materiale e di grandi cambiamenti nei modelli di consumo, nelle abitudini alimentari, nell’uso del suolo e nella copertura forestale (La sufficienza al centro del futuro dell’UE – Focsiv).
  3. Inoltre, né la decarbonizzazione né la sufficienza possono essere finanziate e sostenute politicamente senza una drastica riduzione delle disuguaglianze di reddito, ricchezza e potere, sia tra i paesi che al loro interno.

La riduzione delle disuguaglianze globali non solo è compatibile con una decarbonizzazione profonda, ma è una condizione necessaria per una prosperità condivisa su un pianeta dalle risorse limitate.

Il Global Justice Report è il primo tentativo di proporre un piano completamente quantificato che vada in questa direzione, combinando quattro dimensioni che i dibattiti odierni trattano spesso separatamente: la ridistribuzione su scala mondiale, una profonda riforma dell’ordine finanziario ed economico internazionale, una trasformazione radicale dei sistemi energetici e cambiamenti sostanziali nei modelli di consumo.

Rispetto alla maggior parte degli scenari climatici, compresi quelli elaborati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), la principale novità consiste nel fatto che modelliamo tutte e quattro le dimensioni insieme e poniamo la disuguaglianza e la sufficienza al centro dell’analisi.

In concreto: il reddito nazionale mensile pro capite converge a 5.000 euro in ogni paese, colmando un divario di 16 volte. La quota della metà inferiore della ricchezza globale aumenta dal 2% al 30%, mentre la quota della classe dei miliardari diminuisce dal 6% allo 0,05%. Quasi il 90% della popolazione mondiale raddoppia il proprio reddito lavorando circa la metà delle ore rispetto a oggi. Il riscaldamento raggiunge 1,8 °C entro il 2100, anziché oltre 4 °C secondo le tendenze macroeconomiche e politiche di base.

Il Global Justice Report fa parte di un’agenda internazionale più ampia per l’abitabilità del pianeta, la giustizia sociale e la riforma dell’architettura finanziaria globale – tra cui l’Iniziativa di Bridgetown (Bridgetown Initiative) lanciata dalle Barbados nel 2022, che combina la riforma monetaria internazionale, la tassazione della ricchezza globale e la finanza per il clima; il recente Impegno di Siviglia sul finanziamento dello sviluppo; il processo della Convenzione fiscale delle Nazioni Unite; e le iniziative del G20 guidate da Brasile e Sudafrica sulla disuguaglianza globale e il riequilibrio di ricchezza e potere entro i limiti del pianeta. Il principale contributo di questo rapporto è quello di collocare queste proposte all’interno di un quadro istituzionale quantificato, modellando la convergenza socioeconomica, il cambiamento di temperatura e le traiettorie distributive fino al 2100.

La conclusione generale è che sia possibile elaborare un piano quantitativamente coerente per lo sviluppo sostenibile su scala globale, basato su proposte quali l’Iniziativa di Bridgetown e altre piattaforme recenti.