Fonte immagine Youth, peace and security: a guide | United Nations
Ufficio Policy Focsiv – Nel quadro del progetto GEN P Generazione Partecipazione per la Partnership – Focsiv sta seguendo l’impegno dei giovani per lo sviluppo sostenibile. Prossimamente vi sarà la revisione della Strategia nazionale ma occorre prepararsi anche per il dibattito della comunità internazionale in vista del Post Agenda 2030. I grandi obiettivi dello sviluppo sostenibile non saranno raggiunti, purtroppo, entro il 2030. Come sarà rilanciata l’Agenda e come verranno affrontati i grandi problemi delle guerre, delle crescenti competizioni, la crisi del multilateralismo, le conseguenze della pervasività dell’Intelligenza Artificiale? Mentre le diseguaglianze crescono e la crisi climatica e ambientale non si arrestano?
A queste domande ha già cercato in rispondere le Nazioni Unite con il Patto per il futuro (Pact for the Future – United Nations Summit of the Future | United Nations), dedicando spazio proprio al protagonismo dei giovani (A Declaration on future Generations – United Nations Summit of the Future | United Nations). Riassumiamo qui alcuni elementi di cui tenere conto nella prossima revisione della Strategia nazionale e per la discussione sul Post Agenda 2030.
Il 22 settembre 2024, durante il Summit of the Future, i capi di Stato e di governo riuniti a New York hanno adottato il Patto per il futuro, un accordo che ambisce a rilanciare il multilateralismo di fronte a rischi crescenti e interconnessi, dal cambiamento climatico alle tensioni geopolitiche. Al testo principale sono allegati due strumenti chiave: il Global Digital Compact e la Dichiarazione sulle generazioni future. Insieme, i tre documenti compongono un quadro che riserva ai giovani un ruolo esplicito e trasversale.
Il capitolo IV del Patto è interamente dedicato a “Giovani e generazioni future”. Il testo parte da un dato demografico: l’attuale generazione di bambini e giovani è la più numerosa della storia, e la maggior parte vive nei paesi in via di sviluppo. Pur riconoscendone il potenziale come agenti di cambiamento positivo, il Patto non nasconde la realtà: milioni di giovani restano privati delle condizioni necessarie per realizzare il proprio potenziale, spesso in condizioni di povertà estrema e senza accesso ai servizi essenziali.
Il capitolo si articola in quattro azioni concrete (Azioni 34, 35, 36 e 37): investire nello sviluppo sociale ed economico di bambini e giovani, promuovere e proteggere i loro diritti umani favorendo l’inclusione sociale, rafforzare la partecipazione significativa dei giovani a livello nazionale e rafforzarla a livello internazionale, incluso l’accesso ai processi decisionali delle Nazioni Unite.
Investimenti concreti
L’analisi pubblicata da UN Habitat Youth mette in evidenza come l’Azione 34 traduca questi impegni in priorità operative: accesso equo a salute, istruzione e protezione sociale, insieme a formazione professionale, imprenditorialità e competenze digitali come strumenti per affrontare un’economia globale in rapida trasformazione.
Il tema dell’urbanizzazione giovanile occupa uno spazio importante nell’analisi: entro il 2030 si stima che il 60% dei residenti urbani in condizioni di povertà sarà composto da giovani, un fenomeno particolarmente acuto in Africa subsahariana, dove il 70% della popolazione urbana vive in insediamenti informali. Programmi come i One Stop Youth Resource Centres di UN Habitat, che hanno già raggiunto 500.000 giovani urbani, vengono presentati come esempi concreti di come il Patto possa tradursi in impatto locale, in linea con la logica di localizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Giovani, Pace e Sicurezza
Il Patto non limita il ruolo dei giovani allo sviluppo. L’Azione 20 rilancia esplicitamente l’agenda Youth, Peace and Security, chiedendo tabelle di marcia nazionali e regionali e un secondo studio indipendente sul contributo dei giovani ai processi di pace (l’Italia si è dotata del piano ma senza risorse: Giovani, pace e sicurezza – Focsiv). Il riconoscimento della partecipazione piena, effettiva, sicura e significativa dei giovani nella prevenzione e risoluzione dei conflitti segna un passo avanti rispetto a un’agenda finora concentrata quasi esclusivamente sul binomio donne pace sicurezza, con cui peraltro si intreccia strettamente.
Generazioni future: un soggetto giuridico e politico nuovo
La Dichiarazione sulle generazioni future, allegata al Patto, introduce una distinzione concettuale importante: giovani e bambini sono gruppi distinti dalle generazioni future, intese come chi non esiste ancora ma erediterà il pianeta. La Dichiarazione impegna gli Stati a integrare sistematicamente le esigenze di chi verrà dopo nei processi decisionali di oggi, richiamando l’uso di previsione strategica, dati e pianificazione a lungo termine. Tra le misure istituzionali proposte figura la nomina di un inviato speciale per le generazioni future, oltre a una riunione di alto livello sull’attuazione della Dichiarazione, prevista per l’ottantatreesima sessione dell’Assemblea generale.
Il fronte digitale: opportunità e rischi
Il Global Digital Compact affronta un terreno su cui i giovani sono contemporaneamente i più esposti e i più coinvolti: il divario digitale, la governance dell’intelligenza artificiale e la sicurezza online. Il Compact fissa obiettivi al 2030 per connettere le persone ancora escluse da Internet, sviluppare competenze digitali e proteggere i minori da rischi come cyberbullismo, disinformazione e sfruttamento online. Sul fronte dell’IA, il testo richiede un approccio di governance inclusivo e basato sul rischio, con investimenti specifici per evitare che le nuove tecnologie amplifichino le disuguaglianze esistenti tra i giovani dei paesi sviluppati e quelli dei paesi in via di sviluppo.
Restano aperte alcune questioni. Il Patto è un documento politico non vincolante, e la sua attuazione dipenderà dalla volontà degli Stati membri di dare seguito concreto agli impegni assunti, molti dei quali restano formulati in termini generali. La stessa distinzione tra giovani e generazioni future, per quanto utile analiticamente, pone la sfida pratica di coordinare due agende con orizzonti temporali molto diversi. Il prossimo banco di prova sarà il riesame dell’attuazione previsto nelle prossime sessioni dell’Assemblea generale, comprese quelle dedicate specificamente al Patto digitale globale e alla Dichiarazione sulle generazioni future.
Fonti: Nazioni Unite, Patto per il futuro, A/RES/79/1 (2024); UN Habitat Youth, “Youth and the Pact for the Future: A Brief Analysis”.








