Federazione degli organismi di volontariato
internazionale di ispirazione cristiana

I giovani per una democrazia attiva

I giovani per una democrazia attiva

Fonte immagine THE SOCIAL JUSTICE GENERATION: WHAT IT MEANS FOR YOU | Ministry to Youth

Oggi, il governo italiano e rappresentanti della società civile hanno presentato la revisione nazionale volontaria (VNR) sullo sviluppo sostenibile. Si tratta di un documento che mostra come l’Italia si stia impegnando nell’affrontare le grandi sfide del nostro tempo: il riscaldamento climatico, le crescenti disuguaglianze, le guerre.

Purtroppo i recentissimi dati ISTAT indicano, e la nostra vita quotidiana ci dice, che vi sono ancora importanti e numerose questioni gravi da superare: la povertà pari al 10% della popolazione italiana, soprattutto di minori e stranieri, e nel Sud Italia, un aumento della popolazione che soffre di insicurezza alimentare, una profonda disuguaglianza nell’istruzione e nel reddito (il 20% più ricco ha 5 volte di più del 20% povero), la grande concentrazione di inquinamento nella pianura Padana con un aumento dei morti, la perdita di biodiversità (Rapporto SDGs 2026. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia. – Istat).

D’altra parte il Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica ha messo in moto dei meccanismi di partecipazione come il Forum per lo sviluppo sostenibile che devono rafforzarsi e tradursi in scelte politiche di maggiore impatto sulle sfide della sostenibilità. Ci vuole più democrazia e partecipazione attiva e che si traduce in politiche concrete, oltre le élite economiche e politiche…

Il progetto GEN P Generazione Partecipazione per la Partnership – Focsiv, gestito da Focsiv e che vede la partecipazione attiva di decine di giovani, è coinvolto in questo meccanismo e qui diamo voce ad alcune delle giovani che si stanno impegnando per la giustizia sociale e climatica.

“Ho partecipato alla Voluntary National Review dell’Italia come membro del Gruppo Giovani perché credo nel valore concreto dell’azione giovanile alla transizione giusta e sostenibile. I giovani non sono solo attivismo e protesta: sono visione chiara, competenze e responsabilità. Le giovani scienziate come me devono essere presenti sui tavoli decisionali, così da incidere davvero sulle politiche nascenti che definiscono il presente e definiranno il futuro di questo Paese.”

  • Francesca Munerol

Contribuire alla VNR è stato un esercizio di democrazia attiva che ci ha permesso di soppesare quanto viene fatto, gli interessi in gioco ma soprattutto quanto il tema della sostenibilità possa venire espanso ed ampliato, includendo sempre di più una visione intergenerazionale che sfidi le logiche esistenti e metta sul piatto della bilancia quelle che dovrebbero venire riconosciute come priorità assolute: la protezione dei diritti umani, una transizione ecologica giusta, uno sguardo creatore che miri a un futuro deciso e sostenuto dalle comunità. “

  • Alessandra Innocenti

“Viviamo in società globale in cui crescono a dismisura le diseguaglianze sociali che, unite alle crisi economiche, politiche e climatiche ed alle incertezze geopolitiche, producono nella popolazione un senso di crescente precarietà ed insicurezza, soprattutto nelle nuove generazioni. Dobbiamo fare un cambio netto di paradigma, un nuovo welfare non più liberale ma sociale: si  deve  costruire una sicurezza democratica e relazionale, fondata sulla responsabilità pubblica, sulla trasparenza, sulla prevenzione e sulla capacità di tenere insieme le persone.”

  • Denise Bertozzi

“La presentazione della VNR costituisce un importante momento di riflessione e di analisi su quanto è stato fatto e su quanto ancora resta da fare per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Un traguardo che sembrava lontano ma che, ormai, è sempre più prossimo. 
Considerando il periodo storico che stiamo attraversando, appare prioritario concentrarsi sulla promozione della pace e sull’educazione alla pace positiva. 
Occorre impegnarsi per l’attuazione di misure che attenuino le disuguaglianze economiche e sociali fino ad eliminarle, secondo il principio fondante dell’Agenda 2030 “nessuno deve essere lasciato indietro”. Occorre cooperare per una giustizia climatica e per la costruzione di una società equa, giusta e di pace. Occorre non dimenticare il valore della partecipazione democratica, in particolare della partecipazione giovanile, che non dovrebbe limitarsi alla sola consultazione ma essere co-protagonista nei tavoli decisionali

C’è ancora tanto da realizzare, ma uniti possiamo fare la differenza.”

  • Carla Fanari

Qui la presentazione di Massimo Pallottino in rappresentanza del Forum per lo sviluppo sostenibile

Signore e signori,

vorrei richiamare la vostra attenzione sul meccanismo di partecipazione del Forum. Si tratta di un vero e proprio spazio di dialogo, che dobbiamo proteggere e rafforzare. Per le oltre 360 organizzazioni della società civile e non statali coinvolte nel nostro Forum, si profilano tre sfide: ampliare la partecipazione significativa; garantire la continuità al di là del processo di Revisione Nazionale Volontaria; includere le organizzazioni di base negli spazi decisionali strategici, amplificando al contempo le voci di coloro che sono maggiormente a rischio di esclusione.

Ricordiamo inoltre la necessità di rafforzare la partecipazione e la cittadinanza democratica a livello locale e regionale, in particolare attraverso i processi relativi alle strategie regionali di sviluppo sostenibile.

Per le istituzioni, la sfida è altrettanto importante: adottare processi realmente aperti e co-creati, in cui lo spazio per la mediazione sia garantito da organismi intermediari forti e dinamici. Ciò offre la possibilità di sviluppare istituzioni più solide.

Lo sviluppo sostenibile è, in ultima analisi, una questione di cittadinanza, voce, partecipazione e potere. Se vogliamo che le profonde transizioni del nostro tempo riducano anziché aggravare le disuguaglianze, le persone devono essere parte integrante del loro processo di definizione.

I messaggi chiave

(VNLYR_IT_2026.pdf a pagina 85 e seguenti)

Come riflesso nei messaggi chiave del Forum, la nostra prospettiva è chiara: una società in cui dignità, diritti e opportunità siano garantiti a tutti, senza eccezioni. Ciò può essere raggiunto con un nuovo paradigma, nuovi quadri educativi e una nuova cultura come infrastrutture strategiche

Qui la presentazione di Christian Ferrari Segretario confederale della Cgil nazionale responsabile dell’Area delle Politiche per lo sviluppo, per il meccanismo della società civile italiana

Gentile presidente, delegati/e,

Permettetemi di iniziare questa dichiarazione ribadendo che non c’è sviluppo sostenibile senza pace e che è fondamentale che l’Italia si impegni seriamente per garantirla.

Il governo dovrebbe impegnarsi anche a non lasciare nessuno indietro in Italia dove povertà e disuguaglianza sono un fenomeno diffuso: secondo i dati più recenti oltre 2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta e il 10% più ricco possiede il 59% della ricchezza totale netta del Paese. Si registra una diffusione strutturale del lavoro precario, accompagnata da salari stagnanti che ci ha portati al fenomeno dei “working poor”.

Un elemento critico è la mancata attuazione della direttiva europea sul salario minimo. L’impatto lo vediamo nell’economia delle piattaforme, dove la flessibilità lavorativa si traduce spesso in precarietà e mancanza di tutele.

Anche la protezione sociale mostra limiti in termini di copertura ed efficacia, con servizi spesso insufficienti e difficoltà di accesso in particolare per le comunità più marginalizzate come i migranti, Rom, Sinti e Camminanti. Servono politiche sociali e del lavoro più inclusive e universali.

L’Italia è in ritardo anche nella transizione ecologica per la mancanza di una strategia efficace, con scarso sviluppo delle rinnovabili e politiche che continuano a favorire le fonti fossili, aumentando costi e povertà energetica, senza tenere in conto le sensibilità di genere.

Le criticità emerse non rappresentano problemi isolati, ma aspetti di una stessa fragilità strutturale. Una fragilità che richiede un rafforzamento degli spazi di consultazione con la società civile e i sindacati, che assicuri il monitoraggio degli impegni nazionali. È fondamentale che il governo applichi effettivamente il programma di azione nazionale per la Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo Sostenibile.

Per colmare questi divari è necessario, inoltre, adottare politiche più coordinate e investimenti di lungo periodo, capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali, incluso attraverso una tassazione progressiva. Senza questi interventi concreti troppe persone verranno lasciate indietro e l’Agenda 2030 resterà soltanto un impegno formale.

Qui i messaggi del Governo https://hlpf.un.org/sites/default/files/vnrs/2026/VNR%202026%20Italy%20Main%20Messages.pdf