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Bilancio europeo: non indeboliamo il principio di non arrecare danno.

Bilancio europeo: non indeboliamo il principio di non arrecare danno.

Fonte immagine Do No Harm | AACP

Ufficio Policy Focsiv – Tredici organizzazioni della società civile italiana, tra cui MIRA Network, WWF Italia, Fondazione Ecosistemi, Greenpeace Italia, Legambiente, The Good Lobby Italia, ènostra, Kyoto Club, Laudato Si’ Movement, CONCORD Italia (di cui Focsiv è socia), InformaGiovani – IGNet, Transport & Environment Italia e Coordinamento FREE, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. L’appello chiede al Governo italiano di sostenere il mantenimento del principio “non arrecare danno significativo” all’ambiente (DNSH, do no significant harm) come clausola orizzontale del bilancio europeo 2028-2034, il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP).

Focsiv, in quanto membro di CONCORD Italia, aderisce all’appello e ne condivide le ragioni di merito.

La lettera arriva dopo le posizioni espresse dalla Presidente del Consiglio Meloni, che durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo dello scorso giugno ha criticato il principio DNSH nell’ambito del negoziato sul QFP 2028-2034. Le argomentazioni del Governo riguardano il rischio di esclusione automatica di intere categorie di investimenti dai finanziamenti, e un possibile freno alla competitività industriale italiana ed europea, in particolare nel confronto con Stati Uniti e Cina.

Introdotto nel 2020 con il Regolamento europeo sulla tassonomia delle attività sostenibili e reso vincolante nel 2021 per l’accesso ai fondi del PNRR, il principio DNSH viene oggi applicato con linee guida distinte a PNRR, Fondo sociale per il clima, fondi della politica di coesione, InvestEU e fondi per la cooperazione con i Paesi terzi (NDICI ed EFSD+). La Commissione europea ha proposto di estenderlo come principio orizzontale a tutti i fondi del prossimo bilancio, ed è proprio questa estensione a essere nel mirino delle critiche del Governo italiano.

Il 15 luglio 2026 la Commissione ha pubblicato un concept paper che anticipa l’approccio per le linee guida del QFP 2028-2034: un unico set di criteri per l’intero bilancio, applicato non a tutte le attività finanziabili ma soltanto a un elenco esaustivo e predefinito di attività ritenute potenzialmente dannose. Le linee guida definitive sono attese entro il 1° gennaio 2027, e le organizzazioni firmatarie sottolineano che la finestra per contribuire alla loro definizione è ancora aperta.

Le organizzazioni ricordano che il DNSH, insieme al target orizzontale del 35% di spesa complessiva per il clima e l’ambiente, resta l’unica salvaguardia ambientale trasversale a tutti i fondi del bilancio europeo. La sua eventuale rimozione priverebbe il prossimo QFP dell’unico strumento capace di impedire che risorse pubbliche comuni finanzino attività dannose per l’ambiente. Nella lettera si osserva inoltre che l’impianto proposto dalla Commissione, con un principio unico al posto delle molteplici linee guida oggi in vigore, risponde proprio a quelle esigenze di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi più volte sollevate dalle amministrazioni che gestiscono i fondi.

Le organizzazioni firmatarie segnalano però anche un punto di attenzione sulla proposta della Commissione: la limitazione del test DNSH a un elenco predefinito di attività non è di per sé una garanzia. Il nuovo impianto si regge interamente sulla qualità di quell’elenco, perché un’attività potenzialmente dannosa che non vi compaia sarebbe considerata automaticamente conforme, senza alcuna verifica.

Citando anche il rapporto Draghi sulla competitività europea, la lettera ribadisce che decarbonizzazione e competitività non sono in contrapposizione. Finanziare con risorse comuni infrastrutture ad alta intensità di carbonio, si legge nel testo, espone imprese e territori italiani e dei Paesi Terzi al rischio di costi di adeguamento e di infrastrutture obsolete, proprio mentre i principali concorrenti globali accelerano sulla transizione dei propri sistemi produttivi.

Al Governo le organizzazioni chiedono tre cose:

  • assumere in sede di Consiglio una posizione a favore del mantenimento del DNSH come clausola orizzontale del QFP 2028-2034,
  • non avanzare richieste di ulteriori esenzioni rispetto alla lista di attività definita dalla Commissione né di estensione della clausola di “interesse pubblico prevalente”,
  • e trasmettere alla Commissione, prima della chiusura della consultazione, un contributo tecnico elaborato insieme a Regioni e autorità di gestione.

Le organizzazioni firmatarie si dicono inoltre disponibili a un incontro con gli uffici dei Ministeri competenti per condividere l’esperienza applicativa maturata sul campo e contribuire alla definizione della posizione italiana prima della chiusura della consultazione.

In allegato la lettera e il comunicato stampa.