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    SCIOPERO PER IL CLIMA IN PIAZZA ED IN PREGHIERA PER VIVERE E CELEBRARE LA LAUDATO SI’

    Su ispirazione della protesta della giovane attivista Greta Thunberg, un movimento internazionale di giovani studenti sta scendendo in piazza per chiedere un’azione immediata ed urgente per contrastare il cambiamento climatico.

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    FOCSIV SI MOBILITA PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE ANTI-CHEVRON

    FOCSIV, insieme ad altre 268 organizzazioni, reti, movimenti sociali e sindacati di diversi continenti, che rappresentano più di 280 milioni di persone, si mobilita per denunciare l’impunità della multinazionale petrolifera Chevron in Ecuador.

    Dopo 15 anni di contenzioso sul risanamento del grave sversamento di petrolio in Amazzonia, una coalizione che rappresenta oltre 30.000 cittadini, ha vinto una volta per tutte la causa contro il gigante petrolifero. Nonostante ciò, la Chevron ha sempre rifiutato di pagare e alla fine è riuscita ad appellarsi al meccanismo di risoluzione delle controversie Stato-investitore (ISDS) contro lo Stato dell’Ecuador. Nel 2009, la multinazionale chiamò in giudizio lo Stato ecuadoriano di fronte al Tribunale Arbitrale de L’Aia, attivando il meccanismo ISDS.

    L’impresa petrolifera chiese al Tribunale, oltre ad una compensazione economica, di interferire nel sistema di giustizia ecuadoriano. Nell’agosto del 2018, il Tribunale si è dichiarato a favore della Chevron, condannando l’Ecuador a risarcire la multinazionale di una somma ancora sconosciuta e ha ordinato al Governo ecuadoriano di evitare che si esegua la sentenza dei tribunali nazionali. Queste disposizioni sono incostituzionali ed inapplicabili in Ecuador. Nel caso in cui il Governo applichi questo lodo arbitrale, starebbe violando la sua stessa Costituzione, annullando i diritti delle più di 30,000 persone colpite, e favorendo apertamente gli interessi della Chevron. Questa decisione stabilirebbe pertanto un pericoloso precedente a livello internazionale, che potrebbe incitare altri tribunali di arbitrato simili a porsi al di sopra delle corti nazionali di giustizia, minando i fondamenti stessi dello Stato di diritto

    In un’iniziativa promossa dalla Global Campaign to Reclaim Peoples’ Sovereignty, Dismantle Corporate Power e Stop Corporate Impunity, in collaborazione con i membri della Campagna Europea “Rights for Peoples, Rules for Corporations-Stop-ISDS”, sostenuta anche da FOCSIV, e in stretto coordinamento con l’UDAPT (Unione delle Persone Colpite dalle Operazioni Petrolifere di Chevron-Texaco) in Ecuador, più di 250 organizzazioni, movimenti sociali, i sindacati chiedono ora al Presidente ecuadoriano Lenin Moreno di non intervenire nel processo tra le comunità interessate e Chevron.

    FOCSIV, da sempre in prima linea nell’impegno contro l’inquinamento e lo sfruttamento, attraverso i Caschi Bianchi e i Corpi Civili di Pace in Ecuador sostiene la battaglia dell’UDAPT.

    A tal proposito, segnaliamo che nel rapporto “I padroni della terra” del 2018, Silvia Fumagalli, Casco Bianco in Ecuador, descrive il caso Chevron-Texaco come un esempio di accaparramento di terre e risorse naturali della foresta amazzonica.

     

    Scarica qui il primo rapporto “I padroni della terra” (cap. 3 Caso Chevron-Texaco)

    Scarica il Comunicato stampa relativo all’Anti-Chevron Day 2019

    Scarica la lettera indirizzata al presidente dell’Ecuador e firmata da FOCSIV

     

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    L’impegno cattolico per il disinvestimento dalle fonti fossili continua

    La Federazione, in qualità di membro attivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM), partecipa alla campagna promossa dal Movimento stesso per il disinvestimento dai combustibili fossili, il cui utilizzo rappresenta una delle cause maggiori dei cambiamenti climatici provocati dall’attività dell’uomo.

    Dopo l’ incontro “Clima bene comune di tutti e per tutti”, tenutosi il 9 aprile a Roma, presso la Camera dei Deputati, siamo lieti di comunicare che diverse diocesi a livello internazionale hanno deciso di disinvestire, in particolare quelle che operano in territori portuali, chiedendo all’industria dei trasporti marittimi di accelerare la transizione energetica verso le energie rinnovabili.

    In Italia sono le diocesi di Napoli, Civitavecchia-Tarquinia, Savona-Noli e Siracusa, quelle che hanno dichiarato di disinvestire. Questa la dichiarazione del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, “Comunico la convinta adesione dell’Arcidiocesi di Napoli alla campagna per il disinvestimento dei combustibili fossili… È  il momento, anche un po’ tardivo, di prendere coscienza della gravità delle cause e delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di adoperarsi perché ci sia un mutamento rispettoso nei comportamenti e negli stili di vita di ciascuna persona. Penso che questa responsabilità civica debba costituire un dovere morale e un impegno concreto per ogni buon cristiano”.

    Qui sotto il comunicato stampa:

     Istituzioni cattoliche disinvestono dai combustibili fossili

    Si chiede all’industria navale di rispondere a tale impegno abbandonando i combustibili fossili al prossimo vertice ONU

     In vista del vertice delle Nazioni Unite per ridurre le emissioni di gas serra nell’industria navale, istituzioni cattoliche collegate agli oceani e mari annunciano il proprio disinvestimento dai combustibili fossili. Tra queste ci sono istituzioni a Panama, il più grande registro nautico del mondo, le Filippine, principale paese di provenienza dei lavoratori in mare, la Grecia, la principale nazione di armatori al mondo, e città portuali da tutta Europa.

    L’annuncio è in occasione della conferenza convocata dal Vaticano The Common Good and Our Common Seas, che ha approfondito la protezione dell’ambiente marino alla luce dell’insegnamento cattolico. La conferenza coincide con l’attesissimo incontro dell’Organizzazione Marittima Internazionale, o IMO, l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di coordinare la sicurezza e la protezione ambientale per l’industria navale mondiale.

    Le discussioni all’IMO si concentreranno su azioni urgenti a breve termine per ridurre la CO2, come i limiti di velocità globali o standard di efficienza più rigidi per tutte le navi. I delegati inizieranno anche a progettare misure per far transitare il settore lontano dai combustibili fossili interamente a medio e lungo termine, per contribuire alla stabilizzazione del riscaldamento globale. Il disinvestimento delle istituzioni cattoliche segna un alto livello di ambizione per la riunione dell’IMO, che inizia il 13 maggio.

    Le istituzioni cattoliche che annunciano oggi il disinvestimento dai combustibili fossili includono:

    • L’Arcidiocesi di Panama, con il più grande registro nautico del mondo, in cui il disinvestimento segnala la leadership importante della chiesa che rappresenta circa il 70-80% della popolazione. Oltre il 40% dell’intero trasporto annuale dell’industria marittima è costituito da combustibili fossili e Panama è lo stato di bandiera per un quarto delle navi “portarinfuse” del mondo – i vettori del commercio globale di carbone. Nonostante il Canale di Panama abbia affrontato crescenti costi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici, la delegazione di Panama all’IOM ha contrastato i target di CO2 per le navi e ha cercato di bloccare le riforme volte a conferire maggiore trasparenza all’organizzazione.
    • Caritas Filippine, agenzia di sviluppo ed advocacy della Chiesa nelle Filippine, dove il disinvestimento dai combustibili fossili aiuterà a proteggere i milioni di filippini che sono resi vulnerabili dall’innalzamento del livello del mare. I filippini rappresentano circa il 25% dei 1,5 milioni di lavoratori sulle navi del mondo. Le navi in mare aperto si spostano col più sporco di tutti i prodotti petroliferi, l’olio combustibile pesante, che contiene fino a 3.500 volte lo zolfo prodotto da diesel da strada. Mentre l’impatto sulla salute dei suoi fumi sui passeggeri delle navi da crociera sta guadagnando un po ‘di attenzione, poca preoccupazione è stata dimostrata per la salute di chi lavora sulle navi, persone esposte per periodi molto più lunghi, specialmente se è stato negato loro il permesso di lasciare la costa. Esistono tecnologie a basse e zero emissioni, ma necessitano di essere potenziate.
    • Le diocesi di Napoli, Civitavecchia-Tarquinia, Savona-Noli e Siracusa, in Italia, importanti porti per il trasporto merci e passeggeri, dove il disinvestimento contribuirà a proteggere i residenti esposti all’eccesso di mortalità a causa dell’inquinamento atmosferico. Le navi da crociera arrivano ogni giorno a Napoli e Savona. Civitavecchia è il principale punto d’ingresso per i turisti da crociera a Roma, e vivere vicino a questo porto è stato associato a più alti tassi di cancro ai polmoni e malattie neurologiche. Siracusa è un importante porto per le spedizioni petrolifere dalla vicina raffineria Exxon-Mobil.
    • La Chiesa cattolica in Grecia e l’Arcidiocesi di Malta, punti chiave di ingresso per i migranti dall’Africa, dove il disinvestimento contribuirà a proteggere coloro che compiono un pericoloso viaggio da tempeste più intense. La Grecia è la più grande nazione di armatori del mondo. Il governo e molte compagnie di navigazione greche ora supportano l’introduzione di limiti di velocità in mare per limitare il consumo di combustibili fossili.

    Le istituzioni cattoliche vedono il disinvestimento come uno strumento per affrontare la crisi climatica che sta contribuendo all’innalzamento dei mari, a tempeste più forti e deserti sempre più ampi che stanno danneggiano in modo sproporzionato le persone vulnerabili.

    La Conferenza The Common Good and Our Common Sea vede tra gli organizzatori anche il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale con la partecipazione di una coalizione di importanti organizzazioni cattoliche. Tra i relatori, rappresentanti del Vaticano e Simon C. Bergulf, Direttore degli Affari Regolamentari per A.P. Møller-Maersk, la più grande impresa del mondo di navi portacontainer.

    Il saluto di Papa Francesco ai partecipanti della conferenza è disponibile qui (in inglese e spagnolo).

    Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, Arcivescovo Metropolita di Panama, ha dichiarato

    “l’Arcidiocesi di Panama –  la prima Arcidiocesi del continente americano a disinvestire e la prima dal canale interoceanico più importante del mondo – annuncia la propria volontà di iniziare un lavoro pastorale a favore dell’ecologia integrale.”

    Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, ha affermato, “Comunico la convinta adesione dell’Arcidiocesi di Napoli alla campagna per il disinvestimento dei combustibili fossili…E’ il momento, anche un po’ tardivo, di prendere coscienza della gravità delle cause e delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di adoperarsi perché ci sia un mutamento rispettoso nei comportamenti e negli stili di vita di ciascuna persona. Penso che questa responsabilità civica debba costituire un dovere morale e un impegno concreto per ogni buon cristiano.”

    Simon Bergulf, Direttore degli Affari Regolamentari, A.P Moller-Maersk, ha dichiarato: “Nel dicembre 2018 abbiamo deciso i nostri obiettivi: raggiungere il 60% di riduzione dei gas serra entro il 2030 e raggiungere emissioni entro il 2050. Perché? L’industria navale rappresenta il 2-3% delle emissioni globali. Siamo lieti di ricevere pressioni su questo da parte di investitori e consumatori, consapevoli che qualcosa deve cambiare. Saremo presenti all’IMO a Londra e siamo certi che le cose cambieranno”.

    Tomás Insua, Direttore Esecutivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima ha dichiarato: “La crisi climatica è reale e non abbiamo un momento da perdere per risolverla. Il disinvestimento dai combustibili fossili invia un messaggio forte al mondo: la Chiesa cattolica non sta con le mani in mano  in attesa della giustizia climatica”.

    Un totale di 12 istituzioni annunciano oggi il proprio disinvestimento, con l’elenco completo disponibile qui. Si uniscono a un totale globale di oltre 120 istituzioni cattoliche che hanno disinvestito fino ad oggi.

    Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima è una rete internazionale di oltre 800 istituzioni cattoliche e migliaia di persone, che lavorano insieme per implementare la Laudato Si ‘ e risolvere con urgenza la crisi climatica.

     

     

  • Er rachidia (Marocco), novembre 2018.
Il progetto TERO.
Il bacino per la raccolta dell'acqua.

    “I PADRONI DELLA TERRA”: ONLINE IL NUOVO RAPPORTO FOCSIV-COLDIRETTI

    Il rapporto 2019 “I padroni della terra” affronta il tema dell’accaparramento della terra (land grabbing). Un fenomeno guidato da interessi economici e politici di poteri sovrani ed imprenditoriali che si svolgono al di sopra dei diritti, dei bisogni e delle speranze delle comunità locali. Il fenomeno si concretizza attraverso l’acquisto, l’affitto sottocosto o l’espropriazione dei terreni alle popolazioni locali per grandi coltivazioni, spesso a monocultura, e per lo sfruttamento di risorse naturali. Il rapporto contiene una serie di informazioni e dati sul tema, raccolti attraverso la fonte Land Matrix, e riporta alcune storie di sopraffazione delle comunità più povere, che non hanno più diritto neanche alla loro terra, alla loro sopravvivenza.

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  • minerali-15-febbraio

    OCCORRE MIGLIORARE L’ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO EUROPEO SUI MINERALI DEI CONFLITTI

    In diversi paesi del mondo, vedi ad esempio il Congo, la produzione di minerali è controllata e sfruttata da milizie armate e governi corrotti, a cui grandi imprese si prestano, commerciando poi prodotti che vengono venduti in tutto il mondo. I nostri cellulari, e molte altre tecnologie che utilizziamo tutti i giorni, contengono minerali insanguinati perché provengono da questi paesi: uomini, donne e bambini sono sfruttati mentre parte dei profitti vanno ai signori della guerra. Tutto ciò non deve accadere.

    Con l’adozione del Regolamento europeo per l’approvvigionamento responsabile di stagno, tantalio, tungsteno e oro (3TG) da zone colpite da conflitti e ad alto rischio (“il regolamento”), l’Unione europea  ha compiuto un passo importante verso l’interruzione dei legami tra produzione mineraria, commercio e violazioni dei diritti umani, conflitti e corruzione.

    Il regolamento risponde alla necessità di porre delle regole restrittive per le imprese da seguire lungo tutta la filiera logistico-produttiva, imponendo l’obbligo di dovuta diligenza (la condotta responsabile di una impresa nei confronti dei diritti dell’uomo e dell’ambiente) agli importatori europei di minerali 3TG e metalli provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio in tutto il mondo.

    FOCSIV, da tempo impegnata nelle attività di advocacy per l’adozione del regolamento, congiuntamente con la rete europea di organizzazioni che si occupano del tema (EURAC e altre ONG), ha redatto la nota politica che fornisce una valutazione critica dello stato di attuazione del regolamento.

    Di seguito le raccomandazioni dirette alla Commissione e agli Stati Membri affinché adempiano debitamente agli obblighi previsti da questo.

    Raccomandazioni agli Stati membri 

    Gli Stati membri dovrebbero garantire che le agenzie doganali mettano l’elenco degli importatori nazionali a disposizione delle autorità competenti.  

    Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero rendere pubblico l’elenco degli importatori nazionali.

    È opportuno adottare misure adeguate per sanzionare il mancato rispetto, da parte degli importatori nazionali, degli obblighi di dovuta diligenza previsti dal regolamento.

    Raccomandazioni alla Commissione

    La Commissione dovrebbe basare la valutazione dei meccanismi di dovuta diligenza non solo sul rispetto delle politiche e norme comunitarie, ma anche sulla loro effettiva attuazione, oppure chiarire che non è stata effettuata una valutazione dell’attuazione.

    La Commissione dovrebbe rispettare il proprio impegno e fare del rispetto della Due Diligence Guidance dell’OCSE una condizione per i suoi contratti di appalto pubblico.

    La Commissione dovrebbe fornire agli Stati membri orientamenti in merito all’elaborazione di adeguate politiche nazionali in materia di appalti pubblici.

     

    Scarica qui il testo completo della policy note

     

     

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    “ENERGIA PER CAMBIARE”: il documentario sulle scelte energetiche sostenibili

    La campagna CHANGE FOR THE PLANET. Cambiamo per il Pianeta. Prendiamoci cura delle Persone”promossa da FOCSIV e CIDSE, ha lo scopo di stimolare e attivare un radicale cambiamento degli stili di vita delle persone riducendo il consumo complessivo di energia e facendo scelte alimentari ecocompatibili.

    Invitiamo le persone a fare la differenza attraverso le proprie scelte quotidiane e contribuire in questo modo alla costruzione di un mondo migliore: ridurre la quantità di energia utilizzata, comprare cibo locale e prodotto in maniera sostenibile, muoversi con i mezzi pubblici e mangiare meno carne – sono alcuni esempi di pratiche quotidiane che contano.

    Diversi modelli di successo di vita sostenibile esistono già in tutto il mondo e il documentario “ENERGIA PER CAMBIARE” della campagna “Change for the Planet – Care for the People” mira a portare alla luce il potere che le persone hanno e il ruolo che possono svolgere nel portare cambiamenti significativi verso società più sostenibili ed eque. Il modo in cui produciamo e accediamo all’energia è un aspetto cruciale della nostra vita, perché l’energia è essenziale per il nostro benessere e, allo stesso tempo, gioca un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici.

    Le persone stanno mettendo in atto alternative concrete e le comunità stanno lottando per riprendere il controllo dei progetti energetici che le riguardano. I sei esempi virtuosi raccolti nel documentario mirano ad ispirare i cittadini ad agire e a diventare più consapevoli. I protagonisti del documentario provengono da Belgio, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Portogallo e Svizzera e ci guidano attraverso un viaggio di speranza, lotta, realizzazione e ambizione. Sono uniti dalla loro volontà di passare alla produzione e al consumo di energia sostenibile – con la loro “Energia per il cambiamento”!

    Dalla scelta di andare in bicicletta alla difesa dell’Amazzonia dalla costruzione di dighe idroelettriche, dalle scuole e cliniche nel deserto alimentate da pannelli solari alla conversione energetica degli edifici: il documentario riporta sei esempi virtuosi per una transizione energetica che rispetti i bisogni delle persone e del pianeta.
    Il nostro impegno dimostra che la società è pronta e chiede un cambiamento di vasta portata nella politica e nella pratica.

     

    Guarda il documentario “Energia per cambiare”

    Clicca qui per approfondimenti sul documentario

  • WCENTER 0XMKBCPMJM                epa03430299 EU flags wave outside the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium, 12 Ocotober 2012. The European Union was awarded the Nobel Peace Prize 2012 earlier the same day. The EU and its forerunners have for 'over six decades contributed to the advancement of peace and reconciliation, democracy and human rights in Europe,' the Norwegian Nobel Committee citation said 12 October. European Council  President Herman van Rompuy said that the Nobel Peace Prize was a recognition of the EU's work as a peacemaker in Europe.  EPA/OLIVIER HOSLET

    IL VOTO DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA SOSTIENE UN SISTEMA INQUINANTE E DANNOSO

    Nella giornata di martedì 2 aprile, la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha deciso di non cambiare linea sulla gestione della PAC e di non spostare l’attenzione — e la distribuzione dei fondi comunitari — verso un’agricoltura più sostenibile portata avanti dalle piccole aziende, a tutto vantaggio degli allevamenti intensivi. Sono state infatti respinte le proposte arrivate dalla Commissione Ambiente, tra cui quella di tagliare i finanziamenti pubblici agli allevamenti intensivi e quelle che proponevano di limitare la densità e il numero di animali ammassati nelle stalle delle aziende che ricevono sussidi europei.

    FOCSIV nel quadro della campagna GoodFood4All condivide il recente comunicato della Coalizione #CambiamoAgricoltura, che riunisce le Associazioni AIAB, Associazione Biodinamica, FAI, Federbio, LIPU, Legambiente, ISDE, ProNatura, WWF Italia.

    “I parlamentari europei della Commissione Agricoltura hanno votato per la conservazione di un modello di produzione agricola nemico del clima, della natura e della salute, che privilegia gli interessi delle grandi aziende e delle corporazioni agricole, inchinandosi agli interessi economici e sacrificando il contributo che la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea potrebbe dare per il  raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030.

    La Coalizione #CambiamoAgricoltura si rammarica del fatto che la ComAgri del Parlamento UE con questo voto ha ulteriormente indebolito la proposta di riforma della PAC post 2020 della Commissione UE su molti aspetti, in particolare quelli relativi al ruolo dell’agricoltura nelle sfide ambientali globali, contrastare i cambiamenti climatici e fermare la perdita della biodiversità, ignorando i dati forniti dalla ricerca scientifica che richiedono un rapido e deciso cambio di rotta nella gestione dell’agricoltura europea.

    L’attuale Parlamento UE ha così fallito drammaticamente il suo compito di assicurare per la PAC post 2020 un’adeguata riforma in grado di promuovere la necessaria transizione ecologica dell’agricoltura.

    La Coalizione #CambiamoAgricoltura auspica vivamente che il nuovo Parlamento europeo, dopo le elezioni del prossimo 26 maggio, saprà utilizzare meglio il suo potere decisionale per correggere questo pessimo voto dell’attuale Commissione agricoltura e riesca a dare un significativo contributo per definire la futura PAC post 2020 in grado di guidare la necessaria transizione ecologica dell’agricoltura europea verso una reale sostenibilità ambientale, economica e sociale.”

    Ufficio Stampa WWF Italia
    Mail. ufficiostampa@wwf.it

     

    Scarica il rapporto sulla riforma della Politica Agricola Comune “Last Chance CAP”

  • fridaysroma

    Studenti e scienziati uniti per il clima

    Come i dodicimila scienziati di Germania, Austria e Svizzera che hanno dichiarato pubblico sostegno agli studenti del movimento Fridays for Future, anche gli scienziati italiani si mobilitano al fianco degli studenti.

    “La Scienza al Voto”, il comitato di scienziati riuniti per convincere tutte le forze politiche a fare del contesto ambientale in pericolo il centro di ogni altra politica, ha offerto il proprio sostegno agli studenti attraverso questa lettera. Ad unire scienziati e studenti è  “[…] il desiderio di studiare la realtà, e una delle realtà che oggi purtroppo emerge è la difficoltà per gli esseri umani a rimettersi in discussione: così si spiegano gli attacchi contro di voi e le accuse ingiuste, come quella di avere sporcato una piazza che avete lasciato pulitissima o di essere pupazzi nelle mani di adulti che vi userebbero – sono accuse che servono, a chi le inventa, ad evitare di prendere coscienza della crisi climatica in cui ci troviamo”. Coordinatore del Comitato è Antonello Pasini, fisico e climatologo del CNR, che ha collaborato con FOCSIV nella promozione di #InCamminoxilClima, il pellegrinaggio Roma – Katowice per la COP24.

    Gli studenti hanno accolto con entusiasmo la comunicazione, concordando sulla centralità del ruolo della scienza per aumentare la consapevolezza e sensibilità sul tema ambientale. Hanno, quindi, invitato gli scienziati a partecipare alla prima Assemblea Nazionale di Fridays for Future che si terrà presso l’Università Statale di Milano in Aula Magna Levi sabato 13 aprile dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
    Ad aprire l’assemblea
    la sera di venerdì 12 aprile sarà una conferenza scientifica aperta al pubblico, mentre sabato 13 aprile sarà dedicato all’Assemblea stessa, durante la quale verrà prodotto un manifesto che non solo servirà a ribadire chi è #FridaysforFuture e quali rivendicazioni questo movimento porta avanti, ma che renderà chiare le premesse scientifiche su cui è necessario basarsi. Sarà l’occasione per un primo confronto tra tutte le assemblee cittadine nate in queste settimane per discutere del secondo Sciopero Mondiale per il futuro del 24 maggio.

    Prima del secondo appuntamento mondiale per il clima, i ragazzi in tutte le città d’Italia e nel mondo continuano ad incontrarsi ogni venerdì nelle piazze e di fronte ai palazzi istituzionali, così come da agosto continua a fare la giovane attivista svedese Greta Thunberg.

    A tal proposito, è con immenso piacere che annunciamo la presenza di Greta a Roma il 19 aprile per partecipare al consueto appuntamento settimanale in Piazza del Popolo, al quale FOCSIV non mancherà. In attesa di ricevere maggiori dettagli sulla giornata del 19 aprile, consigliamo di monitorare la pagina Facebook di Fridays for Future Roma.

     

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    La conferenza episcopale austriaca disinveste dai combustibili fossili

    In Italia FOCSIV è diventata un punto di riferimento per la promozione della giustizia climatica e ha gettato le basi per un concreto impegno sulla sensibilizzazione al disinvestimento cattolico. La Federazione prosegue il proprio lavoro in questa direzione in quanto membro del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM), una coalizione di più di 400 organizzazioni cattoliche da tutti i continenti.

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  • WCENTER 0XMKBCPMJM                epa03430299 EU flags wave outside the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium, 12 Ocotober 2012. The European Union was awarded the Nobel Peace Prize 2012 earlier the same day. The EU and its forerunners have for 'over six decades contributed to the advancement of peace and reconciliation, democracy and human rights in Europe,' the Norwegian Nobel Committee citation said 12 October. European Council  President Herman van Rompuy said that the Nobel Peace Prize was a recognition of the EU's work as a peacemaker in Europe.  EPA/OLIVIER HOSLET

    IL FUTURO SOSTENIBILE DELL’EUROPA: È TEMPO DI AGIRE

    A tre anni dall’adozione dell’Agenda 2030, la Commissione Europea ha pubblicato il Reflection Paper “Towards a Sustainable Future by 2030” al fine di mettere in atto anche sul nostro continente gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS o Sustainable Development Goasl – SDGs – in inglese)  delle Nazioni Unite. Il documento di riflessione individua gli strumenti chiave per favorire la transizione verso la sostenibilità. Delinea tre scenari sul modo migliore di conseguire gli OSS.

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