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    SEMINARIO “INVESTIMENTI ESTERI RESPONSABILI IN AGRICOLTURA PER PROMUOVERE SISTEMI ALIMENTARI RESILIENTI”

    Il 13 giugno 2019, presso la sede ENGIM in Via degli Etruschi 7, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 si terrà il seminario organizzato da FOCSIV e Terra Nuova, in collaborazione con AOIConcord Italia e GCAP Italia.

    Lo scopo dell’incontro è quello di proseguire il dialogo tra società civile, Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e Cassa Depositi e Prestiti per costruire politiche, programmi e progetti che orientino e sostengano investimenti esteri italiani volti a favorire la transizione verso sistemi alimentari sani e resilienti in diverse regioni del mondo.

    Il nuovo impegno politico dovrà essere in linea con le richieste di sovranità alimentare delle comunità contadine, dei popoli indigeni e sempre di più anche dei consumatori.

    Con il seminario si vuole avanzare la proposta di aprire un tavolo di lavoro ad hoc, in seno al gruppo del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo su profit e no profit, che proceda nel definire una politica italiana sugli investimenti esteri per i sistemi alimentari resilienti.

    Scarica qui il programma completo

    Conferma la partecipazione inviando un’email a campagnescn@focsiv.it

  • custodi della biodiversità

    Giornata Mondiale dell’Ambiente: arrestare l’accaparramento delle terre per custodire la biodiversità

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, FOCSIV vuole denunciare gli effetti disastrosi che il fenomeno dell’accaparramento delle terre ha a livello locale, nazionale e globale.

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  • ESC Volontariat

    VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE: E’ TEMPO DI UNA LEADERSHIP POLITICA CORAGGIOSA

    Dichiarazione sulle elezioni europee 2019 da parte di SDG Watch Europe

    I cittadini dell’Unione Europea hanno votato per una nuova leadership politica e l’affluenza alle urne è stata più alta che in qualsiasi altra elezioni negli ultimi 25 anni. Questa elevata affluenza alle urne e il sostegno a partiti fortemente europeisti e progressisti dimostra che i cittadini europei apprezzano l’unità e la pace che vengono con un Parlamento europeo forte, e il desiderio di politiche europee che abbiano come nucleo centrale il cambiamento climatico, la protezione dell’ambiente e il superamento delle disuguaglianze. I risultati mostrano chiaramente che gli elettori desiderano spostare l’attenzione dall’approccio esclusivamente economico della precedente Commissione alla rapida attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dell’Agenda 2030 dell’ONU con i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

    Le elezioni dimostrano inoltre che, nonostante le preoccupanti previsioni in molti paesi, l’estrema destra non è stata in grado di ottenere ulteriore sostegno o addirittura ha perso gli elettori rispetto alle precedenti elezioni nazionali. Tuttavia, in altri paesi i partiti di destra antieuropei festeggiano le vittorie, una tendenza di cui siamo profondamente preoccupati ed esortiamo i responsabili politici europei ad affrontare la questione.

    SDG Watch Europe e la società civile nell’UE che lavora per rendere l’Europa sostenibile per tutti, invita i neoeletti membri del Parlamento europeo e la futura leadership politica della Commissione a concentrarsi nuovamente sui valori europei fondamentali – democrazia e trasparenza, giustizia sociale e ambientale, diritti umani, Stato di diritto, uguaglianza e solidarietà. Tutte le politiche e le norme europee devono essere guidate dall’obiettivo generale di garantire il benessere e la salute entro i confini planetari, di rafforzare l’uguaglianza, di garantire la sicurezza e la libertà delle persone e di proteggere il clima e l’ambiente per servire le generazioni presenti e future all’interno e all’esterno dell’Europa.

    Se la passata Commissione europea uscente non è riuscita a porre lo sviluppo sostenibile in cima alle sue priorità politiche, la nuova Commissione deve dare prova di una leadership politica coraggiosa. Deve rispondere sia a un numero crescente di persone in tutta l’Unione che esprimono la loro preoccupazione per lo stato del pianeta e per le nostre società, sia alla necessità di ricostruire la fiducia perduta nell’UE e nelle sue istituzioni.

    Chiediamo alla nuova Commissione europea di iniziare immediatamente a lavorare su una strategia globale per lo sviluppo sostenibile che fungerà da bussola per tutte le politiche europee, di presentare un piano d’azione con scadenze e obiettivi chiari per l’attuazione degli SDG e di rendere il nuovo bilancio europeo pienamente a prova di sostenibilità.

    “Gli elettori – soprattutto i giovani – hanno espresso la loro preoccupazione che l’umanità e la vita sulla Terra affrontano minacce esistenziali a causa della crisi climatica e della rapida perdita di biodiversità. La gente comprende che la nostra crescente fame di risorse e la crescente quantità di rifiuti e plastica che soffocano il nostro pianeta non sono sostenibili”, afferma Patrizia Heidegger, membro del gruppo direttivo dell’Ufficio europeo dell’ambiente, la più grande rete europea di organizzazioni di cittadini ambientalisti, con 150 membri in oltre 30 paesi. “Chiediamo che si compiano passi coraggiosi verso la necessaria e urgente transizione economica per ridurre la nostra impronta ambientale a livello nazionale e globale. I giovani, in particolare, non credono più nel PIL come indicatore del progresso di una società”.

    “La nuova Commissione deve affrontare il fatto inaccettabile che le disuguaglianze persistono in tutta l’UE, una delle regioni più ricche del mondo. Mentre la comunità internazionale ha promesso nell’Agenda 2030 di non lasciare indietro nessuno, è probabile che l’UE non riesca a raggiungere lo SDG 10, l’obiettivo globale di riduzione delle disuguaglianze”, sottolinea Barbara Caracciolo, che è membro del gruppo direttivo a nome di Solidar, una rete europea di organizzazioni della società civile che lavora per promuovere la giustizia sociale in Europa e nel mondo. “Per garantire la pace sociale e rafforzare la fiducia nell’UE, è fondamentale prendere subito le decisioni giuste per garantire il progresso sociale ed ecologico per una transizione giusta”.

    “I nuovi leader europei devono respingere i recenti attacchi ai diritti delle donne di cui siamo stati testimoni a livello mondiale e in diversi Stati membri dell’UE. La parità di genere è uno dei valori fondamentali dell’UE – e non possiamo permetterci un altro decennio senza progressi – o, peggio ancora, di tornare indietro”, insiste Sascha Gabizon di SDG Watch Europe membro di Women Engage for a Common Future (WECF), una rete internazionale di oltre 150 organizzazioni femminili e della società civile che si occupa di parità di genere e sostenibilità.

    “La società civile è sempre più minacciata a livello globale – ma anche all’interno dell’Unione europea. La democrazia europea ha bisogno di voci indipendenti e la sua credibilità dipende dal miglioramento della trasparenza e dalla limitazione del potere dei lobbisti che rappresentano interessi particolari piuttosto che lavorare per il bene comune”, ha aggiunto Julie Rosenkilde, membro del gruppo direttivo di Nyt Europa.

    Già nell’autunno del 2018, SDG Watch, insieme ad un’ampia coalizione di organizzazioni della società civile (tra cui GCAP – a cui FOCSIV aderisce), ha presentato un Manifesto per un’Europa sostenibile per i suoi cittadini, che esorta i nuovi decisori dell’UE, sia il Parlamento entrante che la Commissione, a costruire un’Europa per tutti gli europei, sia per le generazioni attuali e future, fondata sulla sostenibilità e sulla giustizia.

     

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    CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEI GIOVANI PER PROTEGGERE IL PIANETA

    Continuano le manifestazioni per chiedere soluzioni concrete contro il riscaldamento globale. Dopo il primo grande appuntamento mondiale a difesa del clima del 15 marzo, lo scorso venerdì 24 maggio c’è stata la manifestazione contro i cambiamenti climatici. In Italia la partecipazione è stata tanta in moltissime città: in ben 126 città giovani e giovanissimi sono scesi in piazza contro i cambiamenti climatici.

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    ROMANIA: SALARI DA FAME. MENO DI UN SESTO DEL SALARIO DIGNITOSO

    La campagna Abiti Puliti, sezione italiana della Clean Clothes Campaign, è una rete di più 250 partner che mira al miglioramento delle condizioni di lavoro e al rafforzamento dei diritti dei lavoratori dell’industria della moda globale.

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    SCIOPERO PER IL CLIMA IN PIAZZA ED IN PREGHIERA PER VIVERE E CELEBRARE LA LAUDATO SI’

    Su ispirazione della protesta della giovane attivista Greta Thunberg, un movimento internazionale di giovani studenti sta scendendo in piazza per chiedere un’azione immediata ed urgente per contrastare il cambiamento climatico.

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    FOCSIV SI MOBILITA PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE ANTI-CHEVRON

    FOCSIV, insieme ad altre 268 organizzazioni, reti, movimenti sociali e sindacati di diversi continenti, che rappresentano più di 280 milioni di persone, si mobilita per denunciare l’impunità della multinazionale petrolifera Chevron in Ecuador.

    Dopo 15 anni di contenzioso sul risanamento del grave sversamento di petrolio in Amazzonia, una coalizione che rappresenta oltre 30.000 cittadini, ha vinto una volta per tutte la causa contro il gigante petrolifero. Nonostante ciò, la Chevron ha sempre rifiutato di pagare e alla fine è riuscita ad appellarsi al meccanismo di risoluzione delle controversie Stato-investitore (ISDS) contro lo Stato dell’Ecuador. Nel 2009, la multinazionale chiamò in giudizio lo Stato ecuadoriano di fronte al Tribunale Arbitrale de L’Aia, attivando il meccanismo ISDS.

    L’impresa petrolifera chiese al Tribunale, oltre ad una compensazione economica, di interferire nel sistema di giustizia ecuadoriano. Nell’agosto del 2018, il Tribunale si è dichiarato a favore della Chevron, condannando l’Ecuador a risarcire la multinazionale di una somma ancora sconosciuta e ha ordinato al Governo ecuadoriano di evitare che si esegua la sentenza dei tribunali nazionali. Queste disposizioni sono incostituzionali ed inapplicabili in Ecuador. Nel caso in cui il Governo applichi questo lodo arbitrale, starebbe violando la sua stessa Costituzione, annullando i diritti delle più di 30,000 persone colpite, e favorendo apertamente gli interessi della Chevron. Questa decisione stabilirebbe pertanto un pericoloso precedente a livello internazionale, che potrebbe incitare altri tribunali di arbitrato simili a porsi al di sopra delle corti nazionali di giustizia, minando i fondamenti stessi dello Stato di diritto

    In un’iniziativa promossa dalla Global Campaign to Reclaim Peoples’ Sovereignty, Dismantle Corporate Power e Stop Corporate Impunity, in collaborazione con i membri della Campagna Europea “Rights for Peoples, Rules for Corporations-Stop-ISDS”, sostenuta anche da FOCSIV, e in stretto coordinamento con l’UDAPT (Unione delle Persone Colpite dalle Operazioni Petrolifere di Chevron-Texaco) in Ecuador, più di 250 organizzazioni, movimenti sociali, i sindacati chiedono ora al Presidente ecuadoriano Lenin Moreno di non intervenire nel processo tra le comunità interessate e Chevron.

    FOCSIV, da sempre in prima linea nell’impegno contro l’inquinamento e lo sfruttamento, attraverso i Caschi Bianchi e i Corpi Civili di Pace in Ecuador sostiene la battaglia dell’UDAPT.

    A tal proposito, segnaliamo che nel rapporto “I padroni della terra” del 2018, Silvia Fumagalli, Casco Bianco in Ecuador, descrive il caso Chevron-Texaco come un esempio di accaparramento di terre e risorse naturali della foresta amazzonica.

     

    Scarica qui il primo rapporto “I padroni della terra” (cap. 3 Caso Chevron-Texaco)

    Scarica il Comunicato stampa relativo all’Anti-Chevron Day 2019

    Scarica la lettera indirizzata al presidente dell’Ecuador e firmata da FOCSIV

     

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    L’impegno cattolico per il disinvestimento dalle fonti fossili continua

    La Federazione, in qualità di membro attivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM), partecipa alla campagna promossa dal Movimento stesso per il disinvestimento dai combustibili fossili, il cui utilizzo rappresenta una delle cause maggiori dei cambiamenti climatici provocati dall’attività dell’uomo.

    Dopo l’ incontro “Clima bene comune di tutti e per tutti”, tenutosi il 9 aprile a Roma, presso la Camera dei Deputati, siamo lieti di comunicare che diverse diocesi a livello internazionale hanno deciso di disinvestire, in particolare quelle che operano in territori portuali, chiedendo all’industria dei trasporti marittimi di accelerare la transizione energetica verso le energie rinnovabili.

    In Italia sono le diocesi di Napoli, Civitavecchia-Tarquinia, Savona-Noli e Siracusa, quelle che hanno dichiarato di disinvestire. Questa la dichiarazione del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, “Comunico la convinta adesione dell’Arcidiocesi di Napoli alla campagna per il disinvestimento dei combustibili fossili… È  il momento, anche un po’ tardivo, di prendere coscienza della gravità delle cause e delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di adoperarsi perché ci sia un mutamento rispettoso nei comportamenti e negli stili di vita di ciascuna persona. Penso che questa responsabilità civica debba costituire un dovere morale e un impegno concreto per ogni buon cristiano”.

    Qui sotto il comunicato stampa:

     Istituzioni cattoliche disinvestono dai combustibili fossili

    Si chiede all’industria navale di rispondere a tale impegno abbandonando i combustibili fossili al prossimo vertice ONU

     In vista del vertice delle Nazioni Unite per ridurre le emissioni di gas serra nell’industria navale, istituzioni cattoliche collegate agli oceani e mari annunciano il proprio disinvestimento dai combustibili fossili. Tra queste ci sono istituzioni a Panama, il più grande registro nautico del mondo, le Filippine, principale paese di provenienza dei lavoratori in mare, la Grecia, la principale nazione di armatori al mondo, e città portuali da tutta Europa.

    L’annuncio è in occasione della conferenza convocata dal Vaticano The Common Good and Our Common Seas, che ha approfondito la protezione dell’ambiente marino alla luce dell’insegnamento cattolico. La conferenza coincide con l’attesissimo incontro dell’Organizzazione Marittima Internazionale, o IMO, l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di coordinare la sicurezza e la protezione ambientale per l’industria navale mondiale.

    Le discussioni all’IMO si concentreranno su azioni urgenti a breve termine per ridurre la CO2, come i limiti di velocità globali o standard di efficienza più rigidi per tutte le navi. I delegati inizieranno anche a progettare misure per far transitare il settore lontano dai combustibili fossili interamente a medio e lungo termine, per contribuire alla stabilizzazione del riscaldamento globale. Il disinvestimento delle istituzioni cattoliche segna un alto livello di ambizione per la riunione dell’IMO, che inizia il 13 maggio.

    Le istituzioni cattoliche che annunciano oggi il disinvestimento dai combustibili fossili includono:

    • L’Arcidiocesi di Panama, con il più grande registro nautico del mondo, in cui il disinvestimento segnala la leadership importante della chiesa che rappresenta circa il 70-80% della popolazione. Oltre il 40% dell’intero trasporto annuale dell’industria marittima è costituito da combustibili fossili e Panama è lo stato di bandiera per un quarto delle navi “portarinfuse” del mondo – i vettori del commercio globale di carbone. Nonostante il Canale di Panama abbia affrontato crescenti costi finanziari derivanti dai cambiamenti climatici, la delegazione di Panama all’IOM ha contrastato i target di CO2 per le navi e ha cercato di bloccare le riforme volte a conferire maggiore trasparenza all’organizzazione.
    • Caritas Filippine, agenzia di sviluppo ed advocacy della Chiesa nelle Filippine, dove il disinvestimento dai combustibili fossili aiuterà a proteggere i milioni di filippini che sono resi vulnerabili dall’innalzamento del livello del mare. I filippini rappresentano circa il 25% dei 1,5 milioni di lavoratori sulle navi del mondo. Le navi in mare aperto si spostano col più sporco di tutti i prodotti petroliferi, l’olio combustibile pesante, che contiene fino a 3.500 volte lo zolfo prodotto da diesel da strada. Mentre l’impatto sulla salute dei suoi fumi sui passeggeri delle navi da crociera sta guadagnando un po ‘di attenzione, poca preoccupazione è stata dimostrata per la salute di chi lavora sulle navi, persone esposte per periodi molto più lunghi, specialmente se è stato negato loro il permesso di lasciare la costa. Esistono tecnologie a basse e zero emissioni, ma necessitano di essere potenziate.
    • Le diocesi di Napoli, Civitavecchia-Tarquinia, Savona-Noli e Siracusa, in Italia, importanti porti per il trasporto merci e passeggeri, dove il disinvestimento contribuirà a proteggere i residenti esposti all’eccesso di mortalità a causa dell’inquinamento atmosferico. Le navi da crociera arrivano ogni giorno a Napoli e Savona. Civitavecchia è il principale punto d’ingresso per i turisti da crociera a Roma, e vivere vicino a questo porto è stato associato a più alti tassi di cancro ai polmoni e malattie neurologiche. Siracusa è un importante porto per le spedizioni petrolifere dalla vicina raffineria Exxon-Mobil.
    • La Chiesa cattolica in Grecia e l’Arcidiocesi di Malta, punti chiave di ingresso per i migranti dall’Africa, dove il disinvestimento contribuirà a proteggere coloro che compiono un pericoloso viaggio da tempeste più intense. La Grecia è la più grande nazione di armatori del mondo. Il governo e molte compagnie di navigazione greche ora supportano l’introduzione di limiti di velocità in mare per limitare il consumo di combustibili fossili.

    Le istituzioni cattoliche vedono il disinvestimento come uno strumento per affrontare la crisi climatica che sta contribuendo all’innalzamento dei mari, a tempeste più forti e deserti sempre più ampi che stanno danneggiano in modo sproporzionato le persone vulnerabili.

    La Conferenza The Common Good and Our Common Sea vede tra gli organizzatori anche il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale con la partecipazione di una coalizione di importanti organizzazioni cattoliche. Tra i relatori, rappresentanti del Vaticano e Simon C. Bergulf, Direttore degli Affari Regolamentari per A.P. Møller-Maersk, la più grande impresa del mondo di navi portacontainer.

    Il saluto di Papa Francesco ai partecipanti della conferenza è disponibile qui (in inglese e spagnolo).

    Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, Arcivescovo Metropolita di Panama, ha dichiarato

    “l’Arcidiocesi di Panama –  la prima Arcidiocesi del continente americano a disinvestire e la prima dal canale interoceanico più importante del mondo – annuncia la propria volontà di iniziare un lavoro pastorale a favore dell’ecologia integrale.”

    Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, ha affermato, “Comunico la convinta adesione dell’Arcidiocesi di Napoli alla campagna per il disinvestimento dei combustibili fossili…E’ il momento, anche un po’ tardivo, di prendere coscienza della gravità delle cause e delle conseguenze dei cambiamenti climatici e di adoperarsi perché ci sia un mutamento rispettoso nei comportamenti e negli stili di vita di ciascuna persona. Penso che questa responsabilità civica debba costituire un dovere morale e un impegno concreto per ogni buon cristiano.”

    Simon Bergulf, Direttore degli Affari Regolamentari, A.P Moller-Maersk, ha dichiarato: “Nel dicembre 2018 abbiamo deciso i nostri obiettivi: raggiungere il 60% di riduzione dei gas serra entro il 2030 e raggiungere emissioni entro il 2050. Perché? L’industria navale rappresenta il 2-3% delle emissioni globali. Siamo lieti di ricevere pressioni su questo da parte di investitori e consumatori, consapevoli che qualcosa deve cambiare. Saremo presenti all’IMO a Londra e siamo certi che le cose cambieranno”.

    Tomás Insua, Direttore Esecutivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima ha dichiarato: “La crisi climatica è reale e non abbiamo un momento da perdere per risolverla. Il disinvestimento dai combustibili fossili invia un messaggio forte al mondo: la Chiesa cattolica non sta con le mani in mano  in attesa della giustizia climatica”.

    Un totale di 12 istituzioni annunciano oggi il proprio disinvestimento, con l’elenco completo disponibile qui. Si uniscono a un totale globale di oltre 120 istituzioni cattoliche che hanno disinvestito fino ad oggi.

    Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima è una rete internazionale di oltre 800 istituzioni cattoliche e migliaia di persone, che lavorano insieme per implementare la Laudato Si ‘ e risolvere con urgenza la crisi climatica.

     

     

  • Er rachidia (Marocco), novembre 2018.
Il progetto TERO.
Il bacino per la raccolta dell'acqua.

    “I PADRONI DELLA TERRA”: ONLINE IL NUOVO RAPPORTO FOCSIV-COLDIRETTI

    Il rapporto 2019 “I padroni della terra” affronta il tema dell’accaparramento della terra (land grabbing). Un fenomeno guidato da interessi economici e politici di poteri sovrani ed imprenditoriali che si svolgono al di sopra dei diritti, dei bisogni e delle speranze delle comunità locali. Il fenomeno si concretizza attraverso l’acquisto, l’affitto sottocosto o l’espropriazione dei terreni alle popolazioni locali per grandi coltivazioni, spesso a monocultura, e per lo sfruttamento di risorse naturali. Il rapporto contiene una serie di informazioni e dati sul tema, raccolti attraverso la fonte Land Matrix, e riporta alcune storie di sopraffazione delle comunità più povere, che non hanno più diritto neanche alla loro terra, alla loro sopravvivenza.

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  • minerali-15-febbraio

    OCCORRE MIGLIORARE L’ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO EUROPEO SUI MINERALI DEI CONFLITTI

    In diversi paesi del mondo, vedi ad esempio il Congo, la produzione di minerali è controllata e sfruttata da milizie armate e governi corrotti, a cui grandi imprese si prestano, commerciando poi prodotti che vengono venduti in tutto il mondo. I nostri cellulari, e molte altre tecnologie che utilizziamo tutti i giorni, contengono minerali insanguinati perché provengono da questi paesi: uomini, donne e bambini sono sfruttati mentre parte dei profitti vanno ai signori della guerra. Tutto ciò non deve accadere.

    Con l’adozione del Regolamento europeo per l’approvvigionamento responsabile di stagno, tantalio, tungsteno e oro (3TG) da zone colpite da conflitti e ad alto rischio (“il regolamento”), l’Unione europea  ha compiuto un passo importante verso l’interruzione dei legami tra produzione mineraria, commercio e violazioni dei diritti umani, conflitti e corruzione.

    Il regolamento risponde alla necessità di porre delle regole restrittive per le imprese da seguire lungo tutta la filiera logistico-produttiva, imponendo l’obbligo di dovuta diligenza (la condotta responsabile di una impresa nei confronti dei diritti dell’uomo e dell’ambiente) agli importatori europei di minerali 3TG e metalli provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio in tutto il mondo.

    FOCSIV, da tempo impegnata nelle attività di advocacy per l’adozione del regolamento, congiuntamente con la rete europea di organizzazioni che si occupano del tema (EURAC e altre ONG), ha redatto la nota politica che fornisce una valutazione critica dello stato di attuazione del regolamento.

    Di seguito le raccomandazioni dirette alla Commissione e agli Stati Membri affinché adempiano debitamente agli obblighi previsti da questo.

    Raccomandazioni agli Stati membri 

    Gli Stati membri dovrebbero garantire che le agenzie doganali mettano l’elenco degli importatori nazionali a disposizione delle autorità competenti.  

    Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero rendere pubblico l’elenco degli importatori nazionali.

    È opportuno adottare misure adeguate per sanzionare il mancato rispetto, da parte degli importatori nazionali, degli obblighi di dovuta diligenza previsti dal regolamento.

    Raccomandazioni alla Commissione

    La Commissione dovrebbe basare la valutazione dei meccanismi di dovuta diligenza non solo sul rispetto delle politiche e norme comunitarie, ma anche sulla loro effettiva attuazione, oppure chiarire che non è stata effettuata una valutazione dell’attuazione.

    La Commissione dovrebbe rispettare il proprio impegno e fare del rispetto della Due Diligence Guidance dell’OCSE una condizione per i suoi contratti di appalto pubblico.

    La Commissione dovrebbe fornire agli Stati membri orientamenti in merito all’elaborazione di adeguate politiche nazionali in materia di appalti pubblici.

     

    Scarica qui il testo completo della policy note