• Progetto senza titolo (77)

    La testimonianza di Medicus Mundi in prima linea per l’emergenza Covid-19

    Nell’ambito dell’impegno dei soci della Federazione per contrastare l’emergenza sanitaria in Italia e nel mondo condividiamo la lettera  di Massimo Chiappa, direttore Medicus Mundi Italia, al presidente FOCSIV Gianfranco Cattai.

     

    Caro Gianfranco

    ti  ringrazio per la telefonata dell’altro giorno e per aver ricordato nel tuo articolo su Avvenire, l’impegno dei medici di Medicus Mundi (e vari infermieri aggiungo..) in prima linea per l’emergenza Covid-19. La situazione a Brescia, in Lombardia, è ogni giorno più complessa e difficile da affrontare.

    Ma in tanti anni di cooperazione abbiamo imparato cosa conoscere il concetto di “resilienza”.

    Come aiutare le comunità che serviamo ad essere resilienti in situazioni e contesti particolarmente critici e di emergenza. Le nostre ONG lo hanno progettato, sperimentato, vissuto in prima persona…

    Ora tocca a noi, qui, direttamente nel Nord laborioso, organizzato, opulento, “servito e riverito” dal sistema sanitario italiano (malgrado le lamentele di tanti)!

    Che si dimostra una volta di più resistente, tenace, solidale economicamente e ricco di vecchio e nuovo volontariato (parola a te, a noi tanto cara!)

    Ma che fa fatica, si preoccupa, ha paura ogni giorno di più ..

    Lo sentiamo dai racconti a volte drammatici degli operatori sanitari, dei parenti dei malati e delle vittime (tante, anche vicine a noi, vicini di casa, parenti, ogni giorno…), dal suono continuo delle ambulanze.

    Eppure succede che… si diventa ancor più resilienti.

    Due delle nostre dottoresse, fra le prime contagiate messe in quarantena, sai cosa mi rispondono, ogni giorno? “pollice in su” “Io sto bene, non vedo l’ora di tornare al mio lavoro.. In ospedale hanno bisogno anche di me…”

    E’ così come dice (un estratto) dello scritto che gira in rete in questi giorni:

    A Brescia impari fin da piccolo che:

    “non ce la faccio” non si può dire.

    “Non ci riesco” non esiste.
    “Sono stanco” non è mai abbastanza.
    Cresci così, un po’ chiuso.
    Ecco come Li riconosci quelli di Brescia:
    Testa bassa e a lavorare.
    La polenta è ciò che li rappresenta.
    Ruvida, dura e fredda fuori,

    tenera e avvolgente dentro.
    I bresciani sono proprio così:
    Lo so, niente di speciale la polenta:
    Acqua, sale e farina gialla;
    Ma le cose semplici sono speciali perché rassicuranti, perché ci sono…
    I bresciani ci sono. Sempre. Ci puoi contare.
    Piange la mia Brescia.
    Senza far rumore, per non disturbare.
    Giace a terra, fatta a pezzi da un nemico vigliacco subdolo, che non si fa vedere.
    Gli occhi sono bassi, tristi e pieni di paura.
    Ci sono solo ambulanze e silenzio.
    Brescia non ti posso abbracciare, ma tu non mollare proprio adesso.
    Ricordi?
    “Non ce la faccio”- non si può dire.
    “Non riesco”- non esiste
    “Sono stanco” non è mai abbastanza.

    Noi non scappiamo, né a Brescia, nè in Africa

     

    Un caro saluto

    Massimo Chiappa, direttore Medicus Mundi Italia