Fonte immagine Unauthorized Oil Drilling in Hawizeh Marshes in Iran Threatens Ecosystem – Iran Focus
Ufficio Policy Focsiv – CCFD, organismo socio di CIDSE di cui Focsiv fa parte, ha pubblicato (ccfd-terresolidaire.org-iraq-report-eng-vf.pdf) un rapporto innovativo sul drammatico prosciugamento delle paludi di Hawizeh, nel sud dell’Iraq. Annoverato tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, questo ecosistema unico, abitato da oltre 6.500 anni e culla dell’agricoltura e della scrittura, è ora minacciato di estinzione a causa delle estrazioni petrolifere. Al proposito si veda anche l’inchiesta di L’ecocidio in Iraq. Come le grandi aziende del petrolio stanno desertificando il Paese – IrpiMedia e di “Ecocide” in Iraq: Oil expansion threatens to remove Hawizeh Marsh from the UNESCO list – Daraj
Sebbene le cause della siccità in Iraq siano molteplici, il rapporto è inequivocabile: l’industria petrolifera sta distruggendo questo ecosistema unico. Le paludi di Hawizeh sono ora circondate da tre mega campi petroliferi. Un quarto giacimento, Hawizeh 1 (HWZ-1), è in costruzione nel cuore dell’area protetta.
Tra questi mega giacimenti petroliferi, quello di Halfaya è emblematico di questa corsa sfrenata. Questo colossale sito di 288 km², tre volte più grande di Parigi, è gestito dal 2012 da un consorzio in cui Total Energies detiene una quota del 22,5%.
Il nostro nuovo rapporto, basato su dati inediti prodotti dalla ricercatrice indipendente Safaa Khalaf, documenta l’entità dei danni e identifica diverse parti responsabili. La responsabilità di questo disastro è condivisa da diversi attori:
– il consorzio che gestisce il giacimento di Halfaya, tra cui Total Energies
– la società cinese Geo-Jade, coinvolta nel progetto “Hawizeh 1
– le autorità irachene
– e anche l’UNESCO, il cui ruolo di protezione è discutibile vista l’entità della distruzione.
Di fronte a questo ecocidio in corso, è urgente: chiedere l’interruzione di tutti i nuovi progetti petroliferi nelle paludi di Hawizeh ed esigere l’attuazione di misure concrete per prevenire e riparare gli impatti sociali e ambientali, in particolare quelli relativi al giacimento di Halfaya.
È ancora possibile salvaguardare questo patrimonio comune dell’umanità e offrire un futuro a un popolo millenario. Dobbiamo agire ora.
Il rapporto e tutti i dati sono disponibili qui ccfd-terresolidaire.org-iraq-report-eng-vf.pdf



