Fonte immagine Trattati di Roma. “La Ue non ha fallito, ma ora sia più sociale e solidale” – Redattore Sociale
Ufficio Policy Focsiv – Focsiv con Concord Italia ha partecipato all’iniziativa di MIRA Network ed ECCO, insieme a una rete di associazioni della società civile italiana abbiamo elaborato e presentato 7 raccomandazioni sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE per il periodo 2028-2034, ovvero il bilancio europeo, lo strumento che deciderà priorità politiche e allocazione delle risorse nei prossimi sette anni, con effetti su clima, industria, diritti sociali e cooperazione internazionale (Verso Global Europe – Focsiv).
La proposta della Commissione introduce cambiamenti importanti: nuovi Piani Nazionali e Regionali su modello PNRR, maggiore centralizzazione, fusione di diversi programmi. Un’impostazione che punta a semplificare, ma che rischia di ridurre partecipazione e trasparenza. Per questo chiediamo una governance realmente multi-livello, con il coinvolgimento vincolante di regioni, enti locali e società civile. In allegato il documento di raccomandazioni che comprende soprattutto la politica ambientale, la transizione giusta, ripristinare il programma LIFE e gli obiettivi sociali. Qui il documento scaricabile.
La proposta della Commissione per il nuovo QFP prevede un unico strumento per l’azione esterna, cosiddetto strumento Europa Globale. La proposta di finanziamento prevede 200 miliardi di euro per azioni globali, pari a circa il 10% dei fondi complessivi stanziati per il prossimo QFP (una percentuale simile a quella attuale).
Il regolamento relativo allo strumento Europa Globale mira a dare più flessibilità e agilità per rispondere più velocemente alle situazioni di crisi, perseguendo gli interessi strategici dell’UE. L’obiettivo è duale: l’aiuto allo sviluppo supporta sia i paesi terzi partner, che gli interessi economico-strategici europei.
Nella nuova proposta relativa a Europa Globale non sono presenti target minimi di spesa per specifici obiettivi (genere, clima, sviluppo umano) poiché l’approccio adottato è quello del mainstreaming e dei principi orizzontali applicabili alla totalità dei fondi del QFP. In compenso, è introdotta una condizionalità sulla migrazione con una nuova esplicita clausola di sospensione, tale per cui i fondi europei destinati ad uno stato terzo possono essere sospesi se il paese non collabora alla riammissione dei propri cittadini.
Lo strumento Europa Globale cerca di dare una spinta alla competitività con finanziamenti diretti concessi alle imprese europee per progetti definiti strategici. Le agenzie di credito all’esportazione sono incluse nella copertura della garanzia finanziaria. La governance si sposta verso la Commissione che guadagna discrezionalità, mentre il Parlamento e il Consiglio passano da una supervisione ex ante ad un ruolo di monitoraggio ex post.
Alla luce di questi elementi, si raccomanda di:
- Introdurre un riferimento chiaro alla riduzione della povertà come obiettivo primario dello strumento Europa Globale, per assicurare l’allineamento tra gli obiettivi di questo strumento e quelli della cooperazione internazionale stabiliti nei Trattati UE e nel Consenso Europeo sullo Sviluppo, in particolare l’eliminazione della povertà e la riduzione delle disuguaglianze in chiave anche di giustizia climatica;
- Salvaguardare il livello di finanziamento di 200 miliardi di euro proposto dalla Commissione per lo strumento Europa Globale, essenziale per disporre delle risorse necessarie a rispondere alla vastità dei bisogni di sviluppo a livello globale. Investire nell’azione esterna è più importante che mai, in quanto gli investimenti volti a rafforzare la sicurezza sanitaria, affrontare le sfide climatiche e promuovere la pace al di fuori dei confini europei costituiscono la prima linea di difesa dell’UE contro le crescenti sfide globali che possono facilmente riversarsi sul territorio europeo. Si tratta di un investimento che offre chiari vantaggi non solo ai paesi partner ma anche ai cittadini europei, ed è quindi cruciale rispettare l’impegno di lunga data dell’UE e degli stati membri di destinare lo 0,7% del loro reddito nazionale lordo all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), come previsto dalla proposta attuale;
- Mantenere il target di APS attualmente previsto nella proposta dello strumento Europa Globale e aumentarlo al 93% in linea con l’attuale regolamento NDICI, eliminando la possibilità per la Commissione di modificarlo unilateralmente tramite atto delegato;
- Ripristinare obiettivi quantitativi che assicurino che la porzione di bilancio europeo destinato all’APS sia coerente con le priorità nazionali in tema di aiuto allo sviluppo. Questi obiettivi contribuiscono a garantire tracciabilità dell’utilizzo dei fondi, prevedibilità ai paesi partner e chiarezza ai cittadini sui valori che l’UE rappresenta nel mondo. Sebbene la flessibilità rimanga importante, il ricorso a target assicura che la spesa europea per l’azione esterna resti focalizzata su obiettivi di sviluppo strategici, definiti dagli stati membri.
Si suggerisce quindi di riconsiderare gli obiettivi quantitativi di spesa, ripristinando i seguenti: 50% dell’APS per lo sviluppo umano, 85% per la parità di genere (di cui almeno 20% destinato alle questioni di genere, 5% alle organizzazioni per i diritti delle donne), 50% per il clima e la biodiversità (35% per il clima, 15% per la biodiversità) e 15% dei fondi destinati alla cooperazione a sostegno diretto della società civile;
- Garantire la prevedibilità dei finanziamenti. Pur riconoscendo che la flessibilità può aiutare l’azione esterna dell’UE nel rispondere a sfide emergenti, questa non deve compromettere la prevedibilità, il controllo democratico e la responsabilità. La prevedibilità dei finanziamenti è particolarmente importante per ottenere risultati sul lungo termine e garantire un impatto reale. Pertanto, si raccomanda di ripristinare gli obiettivi di spesa come nel regolamento NDICI e stabilire quote riservate per gli stanziamenti programmabili e non programmabili, per bilanciare prevedibilità e flessibilità garantendo regole chiare, anche tenendo conto di crisi legate a disastri naturali ed eventi climatici estremi. Si raccomanda che il 70% dello strumento Europa Globale sia destinato agli stanziamenti programmabili e il 30% a quelli non programmabili;
- Salvaguardare il ruolo della società civile attraverso consultazioni e coinvolgimento nella programmazione, mantenimento di linee di finanziamento dedicate;
- Eliminare la condizionalità negativa sulla migrazione per cui l’UE può sospendere gli aiuti se un paese non collabora alla riammissione dei propri cittadini. I finanziamenti per la lotta alla povertà non possono essere soggetti a condizionalità.



