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Il privilegio della sicurezza sul diritto

Il privilegio della sicurezza sul diritto

Fonte immagine Asylum, Migration and Integration fund (2014-2020) – Migration and Home Affairs

Ufficio Policy Focsiv – Proseguiamo ad analizzare la proposta della Commissione europea del nuovo bilancio, ora in corso di negoziato. Dopo avere focalizzato l’attenzione sul capitolo di bilancio dedicato alle azioni esterne dell’Unione, al Global Europe (Per una cooperazione europea di sviluppo sostenibile solidale – Focsiv), ora diffondiamo il documento di analisi politica che l’ECRE ha pubblicato e che analizza la proposta della Commissione Europea (CE) per il bilancio a lungo termine dell’UE (Quadro Finanziario Multiannuale (MFF)) per il periodo 2028-2034. Il documento si concentra sugli elementi che avranno il maggiore impatto sui finanziamenti disponibili per attività relative all’asilo, alla migrazione e all’inclusione. Include anche raccomandazioni specifiche per informare le negoziazioni sulle proposte legislative.

La proposta della CE per il prossimo MFF rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui il bilancio a lungo termine dell’UE viene strutturato, gestito e speso. Prevedere una fusione degli strumenti di finanziamento che porterà a una riduzione del numero dei programmi di finanziamento UE da 50 a soli 16. Prevede inoltre che una quota significativa dei finanziamenti dell’UE sarà pianificata e gestita centralmente tramite ‘Piani di Partenariato Nazionale e Regionale’ e che gli Stati membri dell’UE avranno maggiore flessibilità nella gestione dei fondi, anche attraverso l’eliminazione della maggior parte degli obiettivi di spesa.

L’analisi inclusa nel documento si concentra sui finanziamenti che la Commissione Europea ha proposto di allocare nell’ambito degli ‘Affari Interni’ e sullo squilibrio tra le risorse previste per asilo e protezione e quelle destinate alla gestione e sicurezza delle frontiere. Evidenzia i cambiamenti negli obiettivi proposti per i finanziamenti dell’UE e valuta l’impatto che la rimozione degli obiettivi di spesa avrà sulle attività volte a sostenere l’asilo e l’inclusione a livello nazionale. Chiarisce inoltre le modalità che possono consentire o ostacolare l’accesso delle organizzazioni della società civile ai finanziamenti UE, nonché la realizzazione complessiva del principio di partenariato.

Il documento si conclude con una serie di domande sulle questioni in gioco nelle negoziazioni per il prossimo FMF UE, alle quali i co-legislatori dovranno trovare risposte adeguate.

La posta in gioco nei negoziati sul prossimo QFP è alta: l’UE nel suo insieme e i singoli Stati membri investiranno in sistemi di asilo efficienti, assistenza legale, accoglienza e inclusione sociale? L’ambizione di un Sistema europeo comune di asilo potrà conciliarsi con una maggiore e ampia flessibilità concessa agli Stati membri su come utilizzare i fondi dell’UE nel settore degli affari interni?

Verrà mantenuta l’eccessiva attenzione alla gestione delle frontiere e alla sicurezza interna a scapito di un bilancio più equilibrato? Si concretizzerà l’opportunità di ancorare saldamente e attuare il principio di partenariato?

Il QFP garantirà che la società civile sia riconosciuta e autorizzata a svolgere il proprio ruolo di attore chiave della democrazia, come stabilito dall’articolo 11 del Trattato sull’UE? Si potrà garantire che il rispetto dei diritti fondamentali sia il punto di partenza e il parametro di riferimento costante per la spesa dei fondi UE e che si creino legami più stretti tra il QFP e gli obblighi dell’UE ai sensi della Carta?

Queste sono solo alcune delle domande a cui i colegislatori dovranno trovare risposta nel corso dei negoziati. La nuova architettura del QFP implica che alcuni fascicoli legislativi, come le proposte di regolamento relative al Fondo UE e al quadro di riferimento per i risultati, determinino le modalità di spesa per tutti gli altri fondi tematici, ma possono essere negoziati separati gli uni dagli altri, in particolare in seno al Parlamento europeo, dove non tutte le commissioni competenti sono coinvolte, ad esempio, nell’esprimere pareri sul Fondo UE. Ciò non fa che complicare ulteriormente il quadro generale.