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Cresce il controllo sulle terre agricole straniere negli USA

Cresce il controllo sulle terre agricole straniere negli USA

Ufficio Policy Focsiv – Nel quadro dell’interesse verso il tema del land grabbing, riprendiamo qui un articolo di Marco Díaz Collins in AgroLatam, che informa su come la questione della proprietà terriera sia diventata una questione di sovranità e sicurezza nazionale anche negli USA (Nuove regole per prevenire l’appropriazione terriera in Messico – Focsiv).

La proprietà straniera di terreni agricoli statunitensi sta affrontando un controllo politico e regolatorio senza precedenti nel 2026; stati e autorità federali spingono nuove restrizioni che potrebbero modificare significativamente le transazioni di terreni agricoli, gli obblighi di segnalazione e le strategie di investimento. Il dibattito si è intensificato dopo che diversi stati hanno adottato nuove leggi e il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha proposto una grande revisione dell’Agricultural Foreign Investment Disclosure Act (AFIDA). La questione è importante perché i cambiamenti nelle regole di proprietà potrebbero influenzare il valore dei terreni, i flussi di investimento, i costi di due diligence e la competitività a lungo termine in tutto il settore agricolo americano.

Secondo Harrison Pittman, direttore del National Agricultural Law Center, l’attuale ondata di attività legislativa ha iniziato ad accelerare nel 2021 e ha continuato a prendere slancio. Circa 46 milioni di acri di terreni agricoli statunitensi – circa il 3,6% delle terre agricole di proprietà privata – sono attualmente sotto qualche forma di proprietà straniera, secondo i dati AFIDA. Sebbene questa percentuale rimanga relativamente piccola rispetto al totale delle terre agricole statunitensi, i responsabili politici vedono sempre più le terre agricole come un bene strategico nazionale legato alla sicurezza alimentare, alle catene di approvvigionamento e alla competizione geopolitica.

I cambiamenti più immediati stanno avvenendo a livello statale. L’attività legislativa è aumentata notevolmente a partire dal 2023, quando più della metà degli stati USA ha presentato proposte relative alla proprietà straniera di terreni agricoli. Quindici stati hanno emanato nuove restrizioni e diversi altri hanno modificato le leggi esistenti. La tendenza è persistita nel 2025 e nel 2026, segnalando che le transazioni di terreni agricoli probabilmente saranno oggetto di crescente attenzione per molti anni a venire.

È emerso anche un cambiamento significativo nella progettazione delle politiche. Invece di limitare in modo ampio gli investitori provenienti da tutte le nazioni straniere, molti stati ora prendono di mira entità legate a “avversari stranieri” o “paesi di interesse”. Questo approccio più ristretto ha reso politicamente più facile promuovere la legislazione, aumentando al contempo la complessità della conformità per acquirenti, investitori e imprese agricole. Per produttori e proprietari terrieri, ciò significa che le strutture di proprietà, le relazioni con gli investitori e le affiliazioni societarie possono diventare sempre più importanti durante le transazioni.

A livello federale, l’USDA sta valutando quella che potrebbe diventare la revisione amministrativa più significativa dell’AFIDA dalla promulgazione della legge nel 1978. La proposta trasferirebbe le responsabilità di supervisione all’Ufficio per la Sicurezza Interna dell’USDA e sostituirebbe l’attuale quadro normativo con una struttura completamente nuova.

Le modifiche proposte potrebbero modernizzare i requisiti di rendicontazione ma anche aumentare sostanzialmente i carichi di conformità. Definizioni ampliate, obblighi aggiuntivi di divulgazione e procedure di sanzioni e appelli riviste potrebbero richiedere a proprietari terrieri e investitori di condurre indagini più approfondite sugli accordi di proprietà e sugli interessi dei beneficiari.

Gli esperti legali avvertono che diverse definizioni chiave rimangono poco chiare, inclusi termini come “beneficiario effettivo”, “agire in concerto” e “entità controllata da avversari stranieri”. L’interpretazione di questi concetti potrebbe determinare se alcune transazioni ricevono approvazione regolatoria o se devono essere sottoposte a ulteriori revisioni.

Sebbene il dibattito pubblico si concentri spesso sulla Cina, i dati disponibili indicano che le aziende agricole legate alla Cina rappresentano meno di 250.000 acri, e tali possedimenti sono diminuiti nei periodi di valutazione recenti. La preoccupazione politica più ampia si estende a una gamma più ampia di paesi ed entità che potrebbero rientrare sotto revisioni di sicurezza nazionale o restrizioni a livello statale.

Di conseguenza, la questione va sempre più oltre semplici questioni di proprietà terriera. Alcuni stati stanno ampliando la supervisione verso partnership agricole, collaborazioni universitarie di ricerca, relazioni contrattuali e accordi di investimento che possono coinvolgere entità straniere.

Per agricoltori, aziende agricole, finanziatori e investitori rurali, le implicazioni pratiche potrebbero essere sostanziali. Ulteriori revisioni legali e requisiti di verifica della proprietà potrebbero aumentare i costi di transazione e allungare i tempi per le acquisizioni di terreni. In alcune regioni, l’incertezza riguardo alle future regolamentazioni potrebbe influenzare anche le valutazioni dei terreni agricoli e le decisioni di investimento.

L’intersezione crescente tra agricoltura, sicurezza nazionale e geopolitica suggerisce che la politica sulla proprietà estera rimarrà una delle questioni legali ed economiche più importanti che l’agricoltura statunitense dovrà affrontare nei prossimi anni. Mentre i legislatori continuano a riscrivere le regole, produttori e investitori dovrebbero prepararsi a un ambiente normativo definito da un maggiore controllo, maggiori obblighi di rendicontazione e sfide legali continue.