• divest-lettera-gmg

    COME LA CHIESA CATTOLICA E LE SUE COMUNITÀ POSSONO GUIDARE L’AZIONE PER IL CLIMA

    Nel mese di luglio, in occasione del terzo anniversario della Enciclica Laudato Si, Papa Francesco ha indetto una conferenza alla quale hanno partecipato scienziati, economisti, attivisti, diplomatici, giovani e rappresentanti di gruppi indigeni, tra cui la FOCSIV. FOCSIV è da sempre impegnata nell’azione per un clima più sostenibile e giusto, come nel 2015 organizza e promuove la tratta italiana del Pellegrinaggio che da Roma arriverà a Katowice (Polonia), città che dal 3 al 14 dicembre ospiterà la COP24, la ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. Continua a leggere

  • reti22

    RETINOPERA – “NON SI ACCENDE UNA LAMPADA PER METTERLA SOTTO IL MOGGIO”

    Dare avvio ad un percorso progettuale sul tema della Comunicazione e, in particolare, sui cambiamenti più recenti che l’hanno interessata modificando il panorama delle moderne ‘arene di discussione” in cui si forma l’opinione pubblica .  E’ questo l’obiettivo dell’evento “Non si accende una lampada per metterla sotto al moggio”, organizzato da RETINOPERA, di cui FOCSIV è membro.

    Continua a leggere

  • riskmanagementt

    Risk Management: lavorare in Paesi a rischio, analisi e strumenti

    Il risk management, ovvero sicurezza del personale e la gestione  del rischio, sono ormai temi prioritari per le Ong. Il modulo propone codici di sicurezza utili a minimizzare il rischio per il personale in aree di crisi e in contesti di conflitto armato.

    Il corso si pone all’interno del percorso Lavorare nella cooperazione internazionale, organizzato e promosso da Ong 2.0 in collaborazione con la Scuola di Politica Internazionale Cooperazione e Sviluppo (Spices) di FOCSIV e Social Innovation Teams (SIT). Il corso si svolgerà dal 24 ottobre al 28 novembre 2018, è previsto uno sconto  del 10% per gli iscritti alla newsletter di FOCSIV per cui il costo passa da 180 a 162 euro. Iscriviti qui 

    Obiettivo formativo e risultato finale

    • Acquisire le conoscenze di base sulla gestione del rischio negli interventi di cooperazione internazionale in contesti a rischio;
    • Capacità di impostare un documento di analisi dei rischi di un contesto specifico;
    • Acquisire conoscenze degli strumenti di base per la mitigazione dei rischi;
    • Conoscere i principali strumenti di gestione efficace dei conflitti;
    • Riflettere sui concetti di mediazione e negoziazione;
    • Conoscere e saper applicare strumenti di intelligenza emotiva e comunicazione efficace applicati alla gestione del conflitto.

    Metodologia e articolazione del corso

    Il corso si svolge online, all’interno di un’aula virtuale. Tutto quello di cui si ha bisogno per partecipare è un pc e una connessione; webcam e microfono non sono obbligatori, ma vivamente consigliati. Ogni sessione prevede la presenza della docente che, con l’ausilio di slide e altri materiali, condividerà informazioni, suggerimenti e best practice; sarà sempre presente anche un facilitatore del team di Ong 2.0.

    Durante gli incontri si potrà interagire con la docente e gli altri partecipanti con domande e interventi. Una community privata del corso online permetterà di continuare la discussione al di fuori delle sessioni in diretta.

    Tra una sessione e l’altra i partecipanti saranno invitati a svolgere un’esercitazione per mettere in pratica ciò che si è imparato.

    Nel caso non si potesse essere presenti all’ora stabilita, tutte le sessioni sono registrate e possono essere seguite anche in differita.

    Al termine del corso completo, per tutti quelli che svolgeranno il test finale verrà rilasciato su richiesta un attestato di partecipazione.

    Programma del corso

    I sessione: mercoledì 24 ottobre 2018 h 18.00 – 20.00

    La Valutazione del rischio
    • Introduzione sulla sicurezza e la gestione del rischio nel lavoro in contesti difficili
    • La valutazione del rischio – strumenti per identificare minacce e vulnerabilità
    • La valutazione del rischio – simulazione

    II sessione: mercoledì 31 ottobre 2018 h 18.00 – 20.00 

    Le misure per mitigare i rischi
    • La valutazione del rischio – discussione esercizio
    • Mitigazione del rischio

    III sessione: mercoledì 7 novembre 2018 h 18.00 – 20.00

    Le misure per mitigare i rischi
    • L’elaborazione di misure per mitigare il rischio – simulazione “Mitigation Measures’ Matrix”
    • Discussione esercizio
    • Standard Operating Procedures e Contingency planning

    IV sessione: mercoledì 14 novembre 2018 h 18.00 – 20.00

    Safety and security skills – come affrontare alcuni dei rischi più comuni
    • La gestione degli incidenti di sicurezza
    • L’organizzazione degli spostamenti
    • Prepararsi a partire

    V sessione: mercoledì 21 novembre 2018 h 18.00 – 20.00

    La gestione dei conflitti in contesti interculturali: riconoscere e saper gestire i conflitti
    • Identità e cultura/culture
    • Riconoscimento e gestione dei conflitti come approccio al risk management
    • Come reagiamo al conflitto in situazione di crisi e pericolo: mediazione ed approccio “win-win” nella gestione di se stessi e dello staff

    VI sessione: mercoledì 28 novembre 2018 h 18.00 – 20.00

    Strumenti di gestione del conflitto: mediazione, negoziazione e intelligenza emotiva
    • Teoria e tecnica della comunicazione efficace in ambito interculturale.
    • La negoziazione efficace e l’intelligenza  emotiva
    • Focus: Mindfulness e benessere come chiavi della gestione della relazione e del conflitto

  • ban newsok

    Corriere Buone Notizie, media partner del Premio del Volontariato

    Per la 25esima edizione del Premio del Volontariato Internazionale si unisce ai media partner di FOCSIV Corriere – Buone notizie, l’inserto del Corriere della Sera dedicato totalmente al Terzo settore e al volontariato, che seguirà con news e approfondimenti le varie fasi del premio.

    Il Premio, da sempre vicino ai temi della cooperazione internazionale, è un riconoscimento per chi si è distinto per l’impegno contro la povertà e per i diritti delle popolazioni a Sud del mondo.Una iniziativa promossa dal 1994 da FOCSIV in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato indetta dalle Nazioni Unite, che ricorre il 5 dicembre.

    Grazie a questa nuova collaborazione, l’iniziativa potrà contare sul sostegno della testata, inoltre tra i membri della Giuria del Premio entrerà a far parte Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della Sera e responsabile Corriere Buone notizie. Dalle colonne dell’inserto è già stata lanciata la news sull’avvio delle candidature, aperte fino al 27 agosto, per le due categorie in gara: Volontario dal Sud e Giovane Volontario Europeo.

    Leggi l’articolo del 24 luglio

    Per scoprire come partecipare vai al sito dedicato al Premio.

  • Dossier Statistico Immigrazione

    Dossier IDOS 2017: quando i numeri raccontano una realtà diversa sull’immigrazione

    Non solo numeri alla presentazione del “Dossier Statistico Immigrazione 2017” che si è tenuta giovedì mattina al Teatro Orione a Roma e, in contemporanea, in diverse Regioni italiane.

    Non solo dati statistici, ma il racconto della realtà di un fenomeno complesso e dalle molteplici sfaccettature come quello migratorio, con la consapevolezza che dietro a questi dati ci sono sempre delle persone e non dei semplici numeri.

    Continua a leggere

  • Caesar

    Nome in codice: Caesar. Dopo Torino la mostra continua a Milano e Bologna

    Dopo l’appuntamento torinese, “Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura” torna per la seconda volta a Milano, dove sarà ospitata dal 23 al 27 ottobre presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano. La mostra sarà esposta in contemporanea a Bologna, presso il Centro Amilcar Cabral dal 23 al 28 ottobre per continuare a raccontare, attraverso 30 terribili scatti, la tragedia della violazione dei diritti umani in Siria.

    Continua a leggere

  • Rifugiati siriani

    Migrazioni e cooperazione: un’estate vissuta pericolosamente e tragicamente

    Non è tempo di valutazioni. La materia è ancora calda e lo sarà per chissà quanto tempo. Ma è utile fare un piccolo punto della situazione rispetto alla questione dell’uso della cooperazione per gestire i flussi migratori.

    Da luglio si è assistito all’attacco al mondo delle ONG relativamente alle operazioni di soccorso in mare nel Mediterraneo centrale. Mediaticamente e politicamente si sono accusate le ONG di connivenza e peggio coinvolgimento nel traffico delle persone, chiedendo la firma di un codice di condotta. Accuse che sono sfociate solo in una denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ad una ONG che aveva salvato centinaia di persone. L’intento era quello di mettere ordine nello spazio marino eliminando il fattore attrazione costituito dalle navi delle ONG, consentendo alla guardia costiera libica di respingere le barche. Guardia libica peraltro connivente con i traffici.

    Dopo l’attacco, parziale marcia indietro o di riequilibrio, con la richiesta di coinvolgere le ONG in operazioni umanitarie in Libia per migliorare le condizioni dei migranti chiusi nei centri di detenzione, in vista di un loro superamento. L’intenzione è quella di coniugare sicurezza con solidarietà. E’ previsto un bando dell’Agenzia della Cooperazione italiana di circa 6 milioni di euro, due dei quali proprio per operare nei centri di detenzione.

    Da parte del mondo delle ONG si è accusata la politica italiana di aver agito in due tempi e in modo irresponsabile: prima chiudendo il transito irregolare e respingendo quindi i migranti in centri di detenzione inumani, e poi chiedendo al governo Al Serraj di aprire i centri ad operazioni umanitarie. Cosa questa che avviene solo per pochi centri e in modo parziale. Risultato: i migranti rimangono nell’inferno dei centri senza alcuna prospettiva, visto che di corridoi umanitari non se ne vede l’ombra, e che solo i ritorni sono in parte attivi.

    Le agenzie ONU sono molto critiche su questi centri e chiedono di poter agire in modo più libero ed essendo veramente responsabili di spazi sicuri. Le ONG chiedono un percorso di chiusura di questi centri aprendone di nuovi controllati e umani, da cui procedere con operazioni di reinsediamento.

    Quello che sta accadendo in Libia intanto è la sostituzione dell’industria del traffico con quella della detenzione. Se prima le milizie si contendevano i migranti per sfruttarli e farsi pagare i viaggi della morte, ora se li contendono per chiuderli nei centri di concentramento, per poi chiedere al governo Al Serraj e ai governi europei, in primis quello italiano, una loro legittimazione e ovvie compensazioni. Altrimenti, in modo ricattatorio, si riapriranno i canali delle migrazioni irregolari.

    Negli ultimi giorni, nelle battaglie di Sabratha, la milizia del criminale Dabashi è in combattimento con la Operation Room anti Isis, la brigata 48 e la milizia Al Wadi per il controllo del territorio e quindi del servizio di sicurezza al compound dell’ENI e della gestione dei centri di concentramento. Il governo italiano sta giocando pericolosamente e tragicamente con questi attori, negoziando attraverso l’intelligence, mentre uomini, donne e bambini continuano ad essere torturati.

    L’Unione europea, dopo i diversi vertici del Consiglio europeo e di alcuni Paesi leader – vedi quello tenutosi a Parigi dove l’approccio italiano è stato benedetto – ha deciso di seguire la politica italiana e, a fine luglio, ha finanziato con 46 milioni di euro del Fondo Fiduciario per l’Africa (EUTF), le operazioni del Ministero dell’Interno italiano per il controllo della frontiera a Sud della Libia.

    D’altra parte i progetti previsti dall’EUTF cercano di compensare le comunità libiche, le municipalità, con aiuti sia di carattere umanitario che di riattivazione di economie locali alternative ai traffici. Su queste iniziative sono coinvolte ONG e Associazioni della società civile locale, ma sono iniziative che stentano a partire viste le condizioni di insicurezza esistenti.

    Si vede una luce in fondo al tunnel per chi voleva chiudere i canali delle migrazioni irregolari, ma non è così semplice esponendosi a più ricatti. Ma soprattutto non lo è per i migranti costretti a vivere nel buio dei centri di detenzione. Mentre il conflitto procede, i migranti rimangono una delle monete di scambio (con il petrolio e le armi) dei giochi di potere tra fazioni militari e governi. Rimane il dilemma per chi vuole fare cooperazione in queste condizioni: fino a che punto sporcarsi le mani?

    Andrea Stocchiero, Responsabile Policy di FOCSIV

  • CONNGI

    Per lo Ius Soli temperato con il Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane

  • 170223-A-XH155-110

    Si torna a sparare a Kirkuk per il controllo della città più importante del Kurdistan

    “Da domenica è iniziata l’offensiva della milizia sciita, della polizia nazionale e dell’esercito iracheno contrapposte alle forze dei peshmerga. Il nuovo fronte è la città più importante del Kurdistan: Kirkuk.

    Continua a leggere

  • Di più (1)

    Via Scalabrini 3 – #dipiù – per capire meglio le migrazioni, Roma

    Hai dai 18 ai 35 anni? Hai fatto delle esperienze di servizio con i migranti? Hai partecipato al Campo Io Ci Sto? Hai frequentato CreAzione? Hai fatto volontariato internazionale? Hai voglia di incontro, scambio e condivisione? Continua a leggere