Imprese ancora indietro sul Clima

Fonte immagine Who can slow down climate change? (linkedin.com)
Ufficio Policy Focsiv – L’urgenza di ridurre il riscaldamento della terra, e quindi l’emissione di gas serra, si impone agli Stati, alle singole persone e famiglie, alle città e anche alle imprese, che sono chiamate a rivedere i loro sistemi di produzione e uso di energia. Le imprese si stanno assumendo impegni per ridurre le emissioni di gas serra, ma purtroppo sono ancora molto insufficienti: ai ritmi attuali, le emissioni corporate in eccesso nel 2050 rispetto alla traiettoria compatibile con un riscaldamento di 1,5 gradi saranno pari ai gas serra generati oggi da Cina e Stati Uniti messi insieme. Occorre fare di più per salvare milioni di vite umane, specialmente nei paesi più esposti e vulnerabili del Sud globale.
Questo di seguito è quello che scrive il sito Rinnovabili.it nell’articolo Impegni clima aziende: piani credibili solo per il 5% delle emissioni globali (rinnovabili.it), riprendendo e commentando i dati del Carbon Disclosure Project che rende accessibile il database del tracciamento delle emissioni delle imprese: CDP.
“Gli impegni sul clima delle aziende globali non sono assolutamente in linea con una traiettoria compatibile con gli 1,5 gradi. Anche se la lista di imprese che annunciano piani e obiettivi per la transizione si allunga di anno in anno. Delle oltre 10.000 aziende tracciate da Carbon Disclosure Project, che rappresentano il 16% dei gas serra generati ogni anno nel mondo, solo il 60% ha fissato degli obiettivi di riduzione delle emissioni e appena 81 aziende hanno dei piani giudicati “credibili”.
In pratica solo il 5% delle emissioni globali è coperto da piani sensati, che non ricorrono a scorciatoie e si impegnano a tagliare i volumi assoluti di gas serra invece di fare abuso di compensazioni. Lo strumento per tracciare le emissioni corporate pubblicato da Carbon Disclosure Project “mostra che gli obiettivi aziendali interessati da disclosure non limiterebbero il riscaldamento a 1,5 gradi centigradi, come previsto dall’Accordo di Parigi”, scrive l’organizzazione in una nota, anzi prevede che “il potenziale divario di riduzione delle emissioni entro il 2050 sarebbe equivalente alle attuali emissioni prodotte da Cina e Stati Uniti”.
Il database raccoglie la maggior parte delle più grandi aziende globali, incluso il 91% delle aziende dell’indice FTSE 100 della borsa di Londra e l’80% di quelle dell’indice azionario più importante degli stati Uniti, l’S&P 500.
Nella stragrande maggioranza dei casi, gli impegni clima aziende sono largamente insufficienti. Quasi 4000 aziende che generano complessivamente l’1% dei gas serra globali non hanno fissato alcun target. Per altre 2.200 imprese, che valgono il 6,6% delle emissioni mondiali, i dati pubblicati sono troppo lacunosi o frammentati per poter valutare il tipo di impegno. E per altre 780 compagnie (2,2% delle emissioni) si può invece dire che gli impegni non sono in linea con 1,5°C.
Le più virtuose sono le aziende del comparto aeronautico e marittimo, con il 15% delle emissioni del settore coperte da impegni credibili. Seguono in classifica energia (8,4%) e industria (9,1%). Mentre agricoltura e rifiuti sono le meno trasparenti. Un dato positivo: dal 2019 la quota di emissioni globali coperte da piani aziendali che fissano target anche per lo Scope 3 è più che raddoppiata.”
Nel caso dell’Italia le imprese che informano sui loro piani di riduzione delle emissioni sono ancora poche ma sono aumentate in pochi anni da 397 nel 2019 a 600 nel 202.