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    COP24: AL VIA LA SETTIMANA DELLA MOBILITAZIONE

    Prende il via la settimana di mobilitazione in vista della COP24, la ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima. I leader mondiali si incontreranno in Polonia a Katowice, dal 3 al 14 dicembre, per fare il punto dopo l’Accordo di Parigi. Il mondo dell’associazionismo e della società civile con il supporto degli esperti ha già bocciato le politiche messe in campo negli ultimi anni per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il surriscaldamento globale a 1,5°C. A suffragarne la presa di posizione l’ultimo report elaborato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). 

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  • forum estrattivismo

    ESTRAZIONE MINERARIA, AL VIA IL FORUM SOCIALE A JOHANNESBURG

    In tutto il mondo negli ultimi anni abbiamo assistito all’intensificazione dello sfruttamento eccessivo delle nostre risorse naturali attraverso l’estrazione mineraria, l’agricoltura intensiva, la pesca su larga scala, il disboscamento e l’espansione dell’estrazione di petrolio e gas. Questo modello capitalista estrattivo è guidato dal consumo insostenibile e dalla speculazione delle nazioni ricche e delle élite del mondo, che si fondono in grandi multinazionali.

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    I LEADER DELLE AGENZIE DI SVILUPPO CATTOLICHE CHIEDONO UN’AZIONE URGENTE PER IL CLIMA E L’ECONOMIA POST-CRESCITA

    Comunicato stampa

    Rispondendo alla pubblicazione del rapporto dell’IPCC, i leader delle agenzie di sviluppo cattoliche, tra cui FOCSIV, lanciano una chiamata urgente, poiché non c’è molto tempo a disposizione per affrontare la crisi senza incorrere in nefaste conseguenze.

    Noi, leader delle agenzie di sviluppo cattoliche che lavorano insieme in oltre 120 paesi per promuovere la giustizia sociale, reagiamo alla pubblicazione dell’ultimo rapporto speciale sul riscaldamento globale di 1,5 ° C elaborato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) lanciando una chiamata urgente per l’azione per il clima.

    La prossima conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (COP 24, Katowice, Polonia, dicembre 2018) deve essere una pietra miliare nell’attuazione dell’accordo di Parigi firmato tre anni fa. Inoltre, i governi, come dice anche il rapporto dell’IPCC, devono assolutamente e rapidamente darsi obiettivi più ambiziosi: la realtà è che siamo su un percorso di riscaldamento di 3,5 ° C o più, per cui c’è un enorme divario con l’obiettivo di 1,5 ° C stabilito a Parigi.
    Limitare il riscaldamento globale a 1,5 ° C è una questione di sopravvivenza per tutti ed è fattibile se si prendono audaci azioni politiche: gli ostacoli alla lotta contro il cambiamento climatico sono politici! Ora più che mai abbiamo bisogno che i leader riconoscano e intraprendano azioni per frenare la nostra attuale traiettoria delle emissioni di gas serra. È un imperativo morale di fronte ai drammatici rischi per le persone e il pianeta, rischi che purtroppo sono già realtà per le popolazioni dei paesi più vulnerabili. Le nostre attuali emissioni hanno impatti come la perdita di biodiversità, la migrazione forzata di milioni di persone, la perdita di rese agricole che minacciano la sicurezza alimentare, l’innalzamento del livello del mare e il riscaldamento degli oceani che minaccia la habitat marino con conseguenze dirette sulla pesca.

    Chiediamo un cambio di paradigma sistemico: i cambiamenti climatici non possono essere affrontati isolatamente.

    Il nostro recente rapporto The Climate Urgency: Setting Sail for a new paradigm illustra come un profondo e rapido cambiamento nei nostri sistemi alimentari ed energetici, sostenuto da una trasformazione strutturale del nostro stile di vita e dai comportamenti sociali, potrebbe contribuire notevolmente a limitare l’innalzamento delle temperature globali medie a 1,5 ° C. Questo potrebbe essere conseguito senza fare affidamento sulle tecnologie che cercano di eliminare le emissioni dell’atmosfera perchè sono rischiose e dai risultati incerti. Secondo il rapporto IPCC, esiste solo un piccolo numero di percorsi di cambiamento rivolti a mantenere il riscaldamento entro i 1,5 gradi che non comportano la rimozione del carbonio.

    Dobbiamo eliminare gradualmente i combustibili fossili e passare ai sistemi di energia rinnovabile. La finanza  dovrebbe spostarsi verso alternative valide. Gli attuali livelli di consumo di energia devono essere riconsiderati per rispettare i confini planetari e la consapevolezza che stiamo vivendo su un pianeta finito. Dovremmo passare all’agricoltura biologica, ridisegnare gli agroecosistemi per diversificarli e integrarli, cambiare le diete e ridurre la produzione e il consumo di carne e latticini, rilocalizzando i sistemi alimentari per ridurre la perdita e lo spreco di cibo e costruire la sovranità alimentare.

    Ispirati dai nostri partner sul campo, riconosciamo la necessità di mettere in discussione l’attuale definizione di sviluppo e progresso, che ha portato alla distruzione del nostro pianeta. Un’economia che vada oltre il mito della crescita, in modo da evitare di esaurire le risorse naturali della terra, può affrontare le molteplici crisi ambientali, sociali, economiche e politiche. I paesi più ricchi dovrebbero passare da un imperativo di crescita alla decrescita, costruendo comunità fiorenti basate sui principi di sufficienza. La nostra visione è quella di una vita buona per tutti, che funziona solo se costruiamo una economia della condivisione. La nostra comune responsabilità è di preservare il Creato in modo che le generazioni future possano vivere in pace e in armonia con la natura.

    “[…] è arrivato il momento di accettare una diminuzione della crescita in alcune parti del mondo, al fine di fornire risorse ad altri luoghi per sperimentare una crescita sana.” Ha detto Papa Francesco nella sua forte richiesta di giustizia ecologica e sociale, espressa nell’Enciclica “Laudato Sì”, che ha aperto la strada a un approccio sistemico ai cambiamenti climatici.

    Elenco dei firmatari:
    • Lieve Herijgers, Broederlijk Delen, Belgio
    • Chris Bain, CAFOD, Inghilterra e Galles
    • Benoît Faucheux, CCFD – Terre Solidaire, Francia
    • Dianna Ortiz; OSU (Presidente ad interim), Centre of Concern, USA
    • Josianne Gauthier, CIDSE, Internazionale
    • Kees Zevenbergen, Cordaid, Paesi Bassi
    • Serge Langlois, Sviluppo e Pace, Canada
    • Axelle Fischer, Entraide e Fraternité, Belgio
    • Marian Caucik, eRko, Slovacchia
    • Bernd Nilles, Fastenopfer, Svizzera
    • Jorge Libano Monteiro, FEC, Portogallo
    • Gianfranco Cattai, FOCSIV-Volontari nel mondo, Italia
    • Anja Appel, Koordinierungsstelle, Austria
    • Clara Pardo Gil, Manos Unidas, Spagna
    • Gerry Lee, Ufficio Maryknoll per le preoccupazioni globali, USA
    • Pirmin Spiegel, MISEREOR, Germania
    • Patrick Godar-Bernet, Partage Lu, Lussemburgo
    • Alistair Dutton, SCIAF, Scozia
    • Eamonn Meehan, Trócaire, Irlanda

    Scarica il rapporto integrale “The Climate Urgency: Setting Sail for a New Paradigm”

    Scarica il rapporto speciale di IPPC 

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    EMERGENZA CLIMA, PUBBLICATO IL RAPPORTO DI CISDE

    Emergenza clima, pubblicato il rapporto di CISDE “The Climate Urgency: Setting Sail for a New Paradigm”. E’ stato diffuso il rapporto di CISDE, a cui la federazione FOCSIV è associata. Un policy paper di oltre 50 pagine con cui CISDE vuole indicare la rotta verso un nuovo regolamento da adottare per contribuire a limitare l’aumento della temperatura globale a 1.5° C a supporto de In Cammino per il Clima, il pellegrinaggio da Roma a Katowice. 

    Il report è il risultato di mesi di  lavoro e di riflessioni tra i partner di CISDE e vari gruppi tematici. Per CISDE è necessario un cambio di paradigma per trasformare il sistema economico-politico ed arrivare allo sviluppo sostenibile. La visione e le argomentazioni di CISDE sono basate sui valori dell’ecologia integrale, giustizia e buon governo su cui si è focalizzata l’Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco. Particolare enfasi è data nel rapporto alla transizione energetica e alla trasformazione verso sistemi agroecologici, con particolare riferimento al contesto dei paesi in via di sviluppo. Sulla stessa linea FOCSIV ha organizzato In Cammino per il Clima, la tratta italiana del Pellegrinaggio che da Roma giungerà a Katowice in Polonia dove si terrà la COP24 Conferenza dell’Onu sul Clima. Il prossimo 4 ottobre è fissata la prima tappa del Pellegrinaggio organizzato da FOCSIV e dal Climate Catholic Global Movement insieme ad altri partner nazionali e internazionali. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui devastanti effetti dei cambiamenti climatici sulle popolazioni povere e vulnerabili e chiedere il rispetto dell’Accordo di Parigi siglato nel 2015 a COP21. Come in quella occasione anche quest’anno i pellegrini si riuniranno a piazza San Pietro con il loro leader, Yeb Sano ex negoziatore delle Filippine, per poi dare il via alle tappe del cammino tra le regioni italiane fino a varcare il confine con la Slovenia.

    Scarica il rapporto integrale “The Climate Urgency: Setting Sail for a New Paradigm”