Ufficio Policy Focsiv – In occasione della Giornata Internazionale dell’Ambiente del 5 giugno e della Giornata mondiale della sicurezza alimentare del 7 giugno, si è tenuta la presentazione della campagna “Good Food 4 All”, un’iniziativa che mira a garantire il diritto al cibo in tutto il territorio dell’Unione Europea.
L’obiettivo della campagna è promuovere sia la sicurezza (accessibilità e disponibilità) che la alimentazione salutare del cibo ( food security e food safety), due concetti che sono parte essenziale del “diritto al cibo”. Come ha ben spiegato Giovanna Sartori, ingegnera chimica della FAO, garantire il diritto al cibo significa non solo assicurare che tutti abbiano accesso a un’alimentazione adeguata (food security), ma anche che il cibo sia sicuro e non comporti rischi per la salute (food safety).
Nel suo intervento, arricchito da esempi pratici che hanno coinvolto il pubblico, Sartori ha illustrato alcune linee guida del Codex Alimentarius e diverse buone pratiche utili a prevenire la contaminazione degli alimenti, pratiche che possono essere applicate anche nella vita quotidiana dai consumatori.
Ha inoltre spiegato come la FAO stia lavorando lungo tre direttrici principali: l’anticipazione dei rischi emergenti, l’analisi e la diffusione di buone pratiche nei Paesi con minori risorse, e la costruzione di partenariati sui territori, anche attraverso reti come quella della Caritas.
La campagna “Good Food 4 All” nasce dall’esperienza concreta di chi ha deciso di agire di fronte alle difficoltà sociali. È il caso di Walter El Nagar e la sua “idea folle”. La sua storia inizia durante la pandemia di Covid-19, quando il suo ristorante a Ginevra è costretto a chiudere. Insieme ad altri ristoratori si rende conto dell’aumento delle persone che si rivolgono alle mense per ottenere un pasto caldo e decide di intervenire. Nasce così un refettorio serale dove chi è in difficoltà può mangiare gratuitamente.
Esperienze simili sono state promosse anche da Slow Food e la Caritas, che in Italia ha sviluppato progetti di empori solidali. Grazie alla collaborazione con mercati e produttori locali, questi spazi permettono alle persone in condizioni di fragilità economica di accedere a prodotti di qualità e a un’alimentazione più equilibrata.
Da queste esperienze emergono però delle domande fondamentali:
– Perché c’è bisogno dell’intervento di associazioni, ristoratori e volontari per garantire un diritto così essenziale?
– Perché le istituzioni non riescono sempre a tutelare chi si trova nelle situazioni più difficili?
Il problema non riguarda soltanto l’accesso al cibo, ma anche il modo in cui il sistema alimentare globale è organizzato. In molte aree del Sud del mondo gli agricoltori vedono limitata la propria autonomia a causa dei brevetti sulle sementi.
Inoltre, come ne abbiamo già parlato in questo articolo, spesso sono costretti a utilizzare pesticidi e prodotti chimici che in Europa sono stati vietati o classificati come tossici per i rischi che comportano per la salute umana e per l’ambiente. Anche per questo motivo il diritto al cibo non può essere separato dalla tutela dei piccoli produttori e dalla giustizia lungo tutta la filiera alimentare.
Sono queste domande e riflessioni ad aver fatto nascere un percorso di mobilitazione civica. Dopo una campagna di raccolta firme, nel 2023 la proposta arriva a un referendum cantonale in Svizzera e viene approvata con il 67% dei voti, entrando così a far parte del diritto cantonale.
Nel 2024 il movimento elabora una proposta articolata in 16 punti e decide di presentarla alla Commissione Europea attraverso un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), con l’obiettivo di raccogliere almeno un milione di firme. La raccolta è iniziata ufficialmente il 7 gennaio 2026 e gli organizzatori stimano di dover raggiungere almeno 30 milioni di persone per avere la sicurezza di conseguire il risultato.
Questa storia trasmette un messaggio importante: informarsi, studiare e coinvolgere gli altri può portare a cambiamenti concreti. È proprio su questa convinzione che si basa anche il lavoro della FAO, che punta a sensibilizzare i cittadini e a promuovere una maggiore sostenibilità dei sistemi alimentari.
Attraverso iniziative come “Dal peso alle soluzioni: alimenti sicuri ovunque”, l’organizzazione cerca infatti di trasformare la consapevolezza dei costi sanitari e sociali legati alle malattie trasmesse dagli alimenti in azioni concrete per garantire cibo sicuro a tutti.
L’iniziativa sottolinea come disporre di dati scientificamente affidabili sulle malattie a trasmissione alimentare possa facilitare le autorità nazionali competenti, gli operatori del settore alimentare e i consumatori a definire le priorità di rischio e adottare scelte consapevoli volte alla tutela della salute
Anche se la campagna a sostegno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei non dovesse raggiungere il milione di firme necessario, il progetto sarebbe comunque un importante successo. In pochi anni, infatti, è stata costruita una rete di oltre 350 organizzazioni, Focsiv compresa, in tutta Europa, una base solida da cui continuare a promuovere il diritto al cibo e perseguire almeno parte degli obiettivi prefissati.
Puoi firmare qui: https://eci.ec.europa.eu/053/public/#/screen/home








